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Vogliono azzerare le Officine Zero, un esperimento di rigenerazione dal basso

© Officine Zero

Immagina di essere un lavoratore in un co-working o di una start-up di una realtà nata togliendo spazio all'abbandono e al degrado. Stai cercando di portare avanti la tua professione, avere un minimo di certezze, ce la metti tutta.



Immagina poi di essere tra coloro che si sono rimboccati le maniche e hanno fatto nascere Officine Zero da un terreno e una struttura abbandonati a Roma, dove una volta c'era un'azienda che lavorava con le ferrovie. Tanti progetti, tentativi di trasformare definitivamente questa realtà, che ormai conta decine di lavoratori di vario tipo, con una scarsa attenzione da parte delle istituzioni.

Questo video spiega bene l'evoluzione del progetto di Oz:



Immagina che un giorno quello spazio, attaccato alla stazione Tiburtina e quindi allettante da un punto di vista edilizio, cominci a far gola a una banca che ha interessi nella zona e vuole partecipare all'asta fallimentare che riguarda quell'area.

Ecco, questa è la situazione in cui si trova Officine Zero ora, come scrive anche il nuovo network di informazione Il Salto, che alla nascita ha deciso di stabilire la redazione proprio nella struttura di Portonaccio, come riporta anche Notizie V Municipio.

Possibile che, dopo la delibera Tronca, la legalità faccia rima con la distruzione di realtà sociali, culturali e professionali esistenti da anni? Possibile che non ci sia alternativa a far spazio ai buongustai della speculazione? La politica a Roma è diventata andare al voto e poi che altro?

Leggi anche la lettera aperta di Oz.


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