Passa ai contenuti principali

Il legame tra pesca, immigrazione e ambiente che non possiamo ignorare

La puntata del programma Rai 3 Presa Diretta intitolata Pesca Selvaggia (qui la puntata) non ha parlato solo di cibo. Ha parlato a noi, come consumatori che rischiano di mangiare pesce adulterato; ha parlato a noi come cittadini, per spiegarci che stiamo uccidendo troppo pesce, nel Mediterraneo sta scomparendo; ha parlato ai pescatori, che dopo aver pescato per decenni ora vedono poco pesce ma si lamentano dei limiti posti, arrivando a creare un mercato nero del tonno rosso e di altri pesci.


Questi pescatori italiani che ve(n)dono meno pesce sono sulla stessa barca dei pescatori senegalesi, che sono tanti e con piccole imbarcazioni e fino a poco tempo fa pescavano alla grande. Da qualche anno sono arrivate grandi navi che poi vendono al mondo occidentale a basso prezzo, e nei loro mari il pesce si riduce sempre più.

Leggi anche

Lo straniero siamo noi.


Sempre più povertà di un settore primario per la produzione del Pil del Senegal. Alla fine succede che alcuni decidano di scappare e ritrovarsi a fare quei lunghi e pericolosi viaggi che ben conosciamo, magari approdando proprio in Italia. Italia dove esistono i Matteo Salvini di turno che dicono "aiutiamoli a casa loro", senza però spiegare come. Né produrre politiche in parlamento per fare ciò.


Cari Salvini, cara Giorgia Meloni, volete aiutarli a casa loro? Bene, smettete di mangiare il pesce che arriva da quelle zone e viene pescato dalle grandi navi che li impoverisce. Non fatelo mangiare ai vostri attivisti e invitate I vostri elettori a fare altrettanto. Chiedete politiche per limitare lo sfruttamento delle acque di questi Paesi. Vedrete che ci saranno meno senegalesi e africani che decideranno di venire in Europa e ritrovarsi in Italia.

Leggi anche

Stereotipi e luoghi comuni sugli immigrati
che nascondono le tristi verità


Dobbiamo ridurre il consumo di pesce, anche per questioni di equilibri ambientali,  per non far estinguere specie ittiche, per cambiare la pesca trasformandola in "produzione" di qualità.  Volendo si può smettere di mangiarlo del tutto, così tagliamo la testa al toro anziché al pesce.

Post popolari in questo blog

L'alzheimer contemporaneo di Grillo che cancella la memoria del suo blog

Di Marco Piccinelli - La notizia, chiamiamola così, che è stata tra le più rimbalzate negli aggiornamenti dei siti web delle testate giornalistiche italiane degli scorsi giorni è il restyling del «Blog di Beppe Grillo», emanazione della società unipersonale «Beppe Grillo srls». Di per sé non sarebbe una grande notizia, anche perché di fatto non lo è. Tuttavia è bene soffermarsi su un aspetto di questo cambiamento.

Internet?
Il Beppe-nazionale non è nuovo a stravolgimenti o cambiamenti o anche menzogne dal punto di vista internettiano e tecnologico, il suo nuovo portale rispecchia fedelmente questa sua tendenza: eloquio, anche fuori luogo, di cosetecnologiche, spesso sconnesse fra di loro, che dovrebbero evocare un futuro possibile e immaginabile nei confronti dell'ascoltatore/lettore. Non solo post, infatti: torneranno ad essere presenti i video, come i bei vecchi tempi del blog gestito da Gianroberto Casaleggio, ma caricati su YouTube e non sulla piattaforma interna del sito…

I "riders" si incontrano domenica a Bologna

Riders, in questo caso, non sta per centauri o motociclisti ma per coloro i quali effettuano consegne in bicicletta per piattaforme come JustEat, Glovo, Foodora, Deliveroo e chi più ne ha più ne metta. Ciclo-fattorini, chiamiamoli così, i lavoratori collegati tramite app a una delle piattaforme sopracitate che consegnano in bicicletta il cibo di ristoranti convenzionati direttamente a casa di chi ne fa richiesta. Il fenomeno è in vertiginosa espansione e, come spesso accade, di fronte ad un'ascesa così repentina si nascondono ombre lunghe.
Nella nota diffusa via Facebook dalla pagina Riders Union Bologna si legge:  «Sono ormai due anni che in tutta Europa i riders dei servizi di food delivery via app hanno alzato la testa e reclamato diritti e retribuzioni migliori. In tante città sono nati spontaneamente gruppi o collettividi lavoratori e lavoratrici che hanno smascherato la retorica delle piattaforme secondo la quale la cosiddetta gig economy sarebbe fatta di lavoretti volutame…

Afrin, i curdi delle YPG resistono agli attacchi dell'esercito turco

Continuano incessanti i combattimenti nel cantone di Afrin e nelle colline attorno la città fra Esercito Turco e YPG/YPJ, le Unità di Protezione del popolo degli uomini e delle donne curde. Il 28 gennaio, in un comunicato ufficiale, le YPG hanno comunicato di aver condotto una «operazione speciale» in cui le forze curde «sono riuscite a riprendere le posizioni che erano state precedentemente occupate dall’Esercito occupatore turco, coadiuvato dal supporto dei terroristi affiliati ad esso».

Nel corso dell’operazione «gli sforzi delle truppe turche si sono concentrati, così come quelli dei gruppi terroristici affiliati (Al Qaida, Al Nusra e Faylaq al-Sham), si sono concentrati sulla collina Kevire Kerr», nel distretto di Rajo, cantone di Afrin, «al fine di riprenderne il controllo». Per farlo, continua il comunicato, l’esercito turco «ha usato ogni tipo di bombardamento dall’aria, includendo jet, elicotteri e bombe al napalm, bandite a livello internazionale».


Nonostante gli sforzi mi…