Passa ai contenuti principali

Gli invisibili mattinieri (i migranti comodi ma da non vedere)

Volgarmente chiamati clandestini, in molti si alzano alle 4 per lavori con paghe basse e con diritti negati. Ma non si annoverano tra i bisognosi di aiuto come i rifugiati. 

 

Foto di Nicolò Lazzati via Flickr su licenza Creative Commons

Stranamente, in un periodo in cui da mesi il discorso sul problema dell’immigrazione è fervido e fortemente sentito dalla società italiana, ma europea in generale, molti non fanno caso a una categoria di immigrati ben precisa: gli invisibili mattinieri. Quelle persone immigrate, per l’appunto, volgarmente chiamate oggi “clandestini”, che si alzano tutte le mattine alle 4.00 e che, lungo strade extra-urbane secondarie di tutta Italia, si recano nei campi per raccogliere pomodori, arance e altre coltivazioni varie, il tutto per pochi, pochissimi soldi, una miseria. 

Ecco, oggi nessuno le annovera tra la categorie di persone che devono essere in qualche modo aiutate. Per lo più pakistani e indiani, ma anche diversi provenienti dal Bangladesh, questi uomini devono dar da mangiare ai propri figli e far campare la propria famiglia. Ma in una società come quella di oggi, dove il popolo si genuflette totalmente dinanzi alle persuasioni dei politici e di propagandisti, queste persone non trovano né posto né menzione.

Leggi anche

Stereotipi e luoghi comuni sugli immigrati che nascondono le tristi verità


Come mai, vi chiederete? Menefreghismo? Indifferenza? No, qualcosa di diverso, forse più esecrabile delle precedenti ipotesi: falso moralismo. Infatti, ciò che dovrebbe valere per gli italiani non dovrebbe altrettanto essere tale per queste persone. Come se l’immigrazione tutta rappresentasse un problema a tutto tondo. Cosa dicevano di noi l’Europa intera, il mondo intero, quando nel 1894 attaccavamo l’Eritrea? Cosa dicevano Europa e mondo quando nel 1912 attaccavamo la Libia e nel 1936, in piena dittatura fascista, attaccavamo l’Etiopia, per il solo e unico scopo di uscire da un forte isolamento politico che agli occhi degli altri paesi ci rendeva degli zimbelli? Allora l’Italia otteneva dei protettorati su questi stati; nel 1936 gli etiopi sono stati attaccati con dei gas fulminei e letali.

Però oggi gran parte del popolino, assuefatto alle continue discussioni sui social circa il morbo della cattiveria equiparabile soltanto all’essere immigrati “clandestini”, ciò non lo sa, non lo studia, non lo conosce e nessuno glielo racconta. Questo significa, da parte del popolino essere ignorante, da parte di chi non glielo racconta essere un falso moralista.

Tornando agli invisibili suddetti, io li vedo sempre sulla Pontina e sulla Nettunense quando dalla casa al mare ritorno a Roma, certe mattine. Li vedo attraverso i miei abbaglianti che illuminano i catarifrangenti delle loro scassate biciclette, o motorini vecchi. Camminano sul ciglio della strada, come degli animali, alle 4.00 di mattina, col rischio di venire investiti dal primo sprovveduto.

Sono soli in quel momento, e forse anche consci che non tutti torneranno a casa.

Post popolari in questo blog

I "riders" si incontrano domenica a Bologna

Riders, in questo caso, non sta per centauri o motociclisti ma per coloro i quali effettuano consegne in bicicletta per piattaforme come JustEat, Glovo, Foodora, Deliveroo e chi più ne ha più ne metta. Ciclo-fattorini, chiamiamoli così, i lavoratori collegati tramite app a una delle piattaforme sopracitate che consegnano in bicicletta il cibo di ristoranti convenzionati direttamente a casa di chi ne fa richiesta. Il fenomeno è in vertiginosa espansione e, come spesso accade, di fronte ad un'ascesa così repentina si nascondono ombre lunghe.
Nella nota diffusa via Facebook dalla pagina Riders Union Bologna si legge:  «Sono ormai due anni che in tutta Europa i riders dei servizi di food delivery via app hanno alzato la testa e reclamato diritti e retribuzioni migliori. In tante città sono nati spontaneamente gruppi o collettividi lavoratori e lavoratrici che hanno smascherato la retorica delle piattaforme secondo la quale la cosiddetta gig economy sarebbe fatta di lavoretti volutame…

Partito Repubblicano al 47o congresso: la smorfia napoletana non aiuta!

Con il glorioso ma piccolo - ormai piccolissimo - Partito Repubblicano Italiano (vedi Wikipedia) il nostro infoblog Nuova Repubblica ha più che altro un termine in comune. Ci piace però ricordare un po' di storia, lontana e recente, ragionando di sfumature politiche ormai andate in disuso nei media tradizionali (che ormai si limitano al nome Matteo e poco più). Il partito repubblicano (che non ha a che fare con quello Usa se non nel nome) va al suo congresso numero 47. Ci auguriamo che non siano superstiziosi perché nella smorfia napoletana il 47 non è un numero appagante (vedi immagine)!

Centocinquantasei delegati sebbene in sala - in tutti e tre i giorni di celebrazione del congresso - non si arrivi a quelle cifre. Tre giorni di dibattito, mozioni, appelli e nonostante il partito (sito del Pri)  non sia in buona salute, voglia di ripartire.

Salvini gioca 'al furbo' mentre sdogana Casapound

La manifestazione romana di Matteo Salvini, il presunto leader di un fronte nazionalista italiano in stile Marine Le Pen, si è conclusa senza scontri. Anche la contromanifestazione anti Salvini è andata liscia, nonostante il corteo partisse da piazza Vittorio (nel quartiere multietnico Esquilino) a pochi metri dalla sede di Casapound, presente a piazza del Popolo con Salvini. I motivi per cui per giorni i media ne hanno parlato si sono - fortunatamente - sgonfiati. La destra nazionalista si è raccolta in una piazza riempita solo in parte, però quanto basta per non parlare di un fallimento. Presenti, oltre ai fascisti di Casapound, anche i Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni (non a caso ormai per identificare un partito dobbiamo nominare anche il leader).


La Lega Nord (- Padania) è un po' che flirta con Casapound, dalle elezioni europee 2014 dove è incominciato il nuovo corso salviniano, quello della capriola all'indietro per far dimenticare gli slogan antimeridionali e co…