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Rifugiati, ok della Germania ma manca una strategia europea

Germania e Austria aprono agli immigrati. Gran Bretagna pure ma come al solito fa da sé. A differenza dell'Italia però si scelgono quali rifugiati accogliere. Nel frattempo l'Europa prova a coordinarsi.


Foto Wikimedia con licenza Creative Commons


In migliaia arrivano via treno a Monaco e a Vienna, dove passano la notte. La Baviera terrà migliaia di persone in vari distretti ma sta chiedendo supporto agli altri stati regionali della federazione tedesca. Pare che piccoli gruppi vengono suddivisi per essere accolti in strutture in piccoli comuni. A Monaco, nonostante l'ansia, sembra abbiano preso bene questa decisione.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel si è accordato con quello austriaco Werner Faymann. L'organizzazione è prioritaria per i tedeschi, stabilire numeri, luoghi, quantità e così è stato.

Così gli immigrati sono tornati nuovamente a Monaco via treno, accolti come abbiamo potuto vedere dai principali media. Un'ottima regia tedesca che ha offuscato le problematiche che hanno avuto nelle settimane antecedenti il blocco dei treni in Ungheria, come la gaffe della Merkel in tv con la ragazzina immigrata che si mise a piangere perché la cancelliera le disse che la Germania non poteva continuare ad accoglierla.

I profughi verranno redistribuiti nei vari Stati regionali (lander) tedeschi in base alla popolazione e alla ricchezza.


Da notare che l'ok è arrivato all'accoglienza dei siriani. Ok che è arrivato anche dalla Gran Bretagna. Come mai proprio i siriani? Sicuramente perché è una delle situazioni più difficili, però va detto anche che sono tra i più istruiti e tra coloro che creano meno problemi. Insomma, si sono selezionati i migliori, gli immigrati di serie A, che hanno più probabilità di integrarsi nelle società tedesca e inglese.  Resta da vedere se all'Italia toccheranno i peggiori. Forse, per ragioni storiche, si potrebbe avere la priorità sui libici, sui somali, eritrei.

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Comunque possiamo considerarlo un passo in avanti per la gestione dei flussi migratori, ora serve un passo ulteriore: una gestione europea di questi problemi e non Stato per stato. Come chiede l'Italia (e se riuscirà sarà finalmente un'azione di stampo europeo degna di nota) bisogna aiutare i Paesi europei di frontiera e con più pressione, suddividendo i migranti proprio come sta facendo la Germania al suo interno.

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