Passa ai contenuti principali

Passera, Della Valle &Co. Tornano i partiti di notabili?

La tanto vituperata Prima Repubblica, quella nota a tutti per la fine ingloriosa avvenuta con Tangentopoli, vedeva protagonisti uomini politici colti, professori, persone di varie professioni liberali, giuristi, avvocati.

Ora, oltre a una schiera di magistrati e avvocati, c'è l'invasione dei ricchi imprenditori, quelli che fanno parte dei cosiddetti salotti e che hanno un'influenza notevole. Il primo a battere questa strada fu Silvio Berlusconi nel 1994 con notevole successo (soprattutto a causa di una classe politica non più credibile di fronte all'opinione pubblica dei primi anni 90).



Ora sembra quasi si stia ritornando ai partiti dei notabili, quelli che si candidavano nel 1800 non dovendo preoccuparsi di come guadagnare la pagnotta e avendo gli agganci per avere i finanziamenti per le campagne elettorali.

Il caso più eclatante degli ultimi tempi è quello di Corrado Passera. Manager bancario con Intesa-San Paolo, direttore delle Poste, un passato con il Gruppo L'Espresso, non si può dire che non abbia contribuito, nel bene e nel male, a costruire l'Italia che vediamo oggi, contando anche il ruolo svolto nella vendita di Alitalia e la nascita del gruppo Cai (vedi Wikipedia) . Soprattutto con la sua partecipazione nel governo di Mario Monti in qualità di ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture.

Dopo la dipartita governativa ha deciso di far nascere Italia Unica, un movimento politico diventato partito con il congresso di fondazione a fine gennaio. "La rivoluzione è possibile, insieme" recita uno slogan sul sito del neopartito. Intanto Passera diventa il leader, come scontato che fosse, di Italia Unica. Con lui ex Idv come Silvana Mura (ex braccio destro di Di Pietro) e Fabio Evangelisti, senza dimenticare l'ex Pdl e ex Api per l'Italia Santo Versace.

Passera, nonostante il suo partito non si sia ancora presentato ad elezioni (pare comincerà con le comunali) ha già goduto di un numero di presenze televisive invidiabile, a discapito di interi partiti dentro e fuori dal parlamento, che rappresentano centinaia di migliaia di elettori ma ignorati dai media.

Prima di Passera ci fu Luca Cordero di Montezemolo a lanciare Italia Futura. Ebbe inizialmente molta eco mediatica, tanta partecipazione, proposte, sembrava che Montezemolo potesse essere il candidato del centrodestra o del centrosinistra a seconda di chi gli avrebbe proposto la candidatura vincente. Alla fine diminuisce il clamore e Italia Futura candida alcune persone in Scelta Civica, cosa che non farà Passera.

Anche Maurizio Zamparini, presidente del Palermo Calcio, da qualche anno ha costruito un progetto politico, il Movimento per la Gente. Va detto che a differenza di altri siti non c'è una personalizzazione da parte di Zamparini (ultimamente anche Italia Futura).

Da qualche tempo è diventato attivo anche Diego della Valle, che dopo aver criticato Berlusconi ha incominciato a litigare con Renzi, fino ad annunciare su La7 la volontà di costruire qualcosa in politica. L'Espresso ha annunciato la registrazione del simbolo Noi Italiani.


Pronto a buttarsi in politica anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, dopo essere diventato protagonista nel mondo calcistico? Ancora non è chiaro cosa farà ma in tv non si è tirato indietro.

In futuro avverrà sempre più spesso l'entrata in politica di importanti personaggi del mondo economico e finanziario. Il sintomo della crisi dei partiti di massa, trasformatisi in comitati elettorali permanenti che fanno riferimento ai vari dirigenti sempre più simili a capibastone. Se per candidarsi in un partito bisogna avere molti soldi, avere un gruppo di persone che lavora per te e dei referenti nel mondo economico è facile anche che i personaggi che una volta stavano in disparte e bussavano alle porte dei politici per chiedere qualcosa ora decidano di mettersi al centro dell'agone politico.

Di solito il riferimento è all'Italia, al cambiamento, al coinvolgimento della gente.
Ma senza una linea chiara, senza una presa di coscienza su dove si vuole andare, che Italia costruire, la gente diventa una massa indistinta strattonata qua e là dal ricco notabile di turno che promette il vero cambiamento, sistematicamente tradito.

Post popolari in questo blog

I "riders" si incontrano domenica a Bologna

Riders, in questo caso, non sta per centauri o motociclisti ma per coloro i quali effettuano consegne in bicicletta per piattaforme come JustEat, Glovo, Foodora, Deliveroo e chi più ne ha più ne metta. Ciclo-fattorini, chiamiamoli così, i lavoratori collegati tramite app a una delle piattaforme sopracitate che consegnano in bicicletta il cibo di ristoranti convenzionati direttamente a casa di chi ne fa richiesta. Il fenomeno è in vertiginosa espansione e, come spesso accade, di fronte ad un'ascesa così repentina si nascondono ombre lunghe.
Nella nota diffusa via Facebook dalla pagina Riders Union Bologna si legge:  «Sono ormai due anni che in tutta Europa i riders dei servizi di food delivery via app hanno alzato la testa e reclamato diritti e retribuzioni migliori. In tante città sono nati spontaneamente gruppi o collettividi lavoratori e lavoratrici che hanno smascherato la retorica delle piattaforme secondo la quale la cosiddetta gig economy sarebbe fatta di lavoretti volutame…

L'alzheimer contemporaneo di Grillo che cancella la memoria del suo blog

Di Marco Piccinelli - La notizia, chiamiamola così, che è stata tra le più rimbalzate negli aggiornamenti dei siti web delle testate giornalistiche italiane degli scorsi giorni è il restyling del «Blog di Beppe Grillo», emanazione della società unipersonale «Beppe Grillo srls». Di per sé non sarebbe una grande notizia, anche perché di fatto non lo è. Tuttavia è bene soffermarsi su un aspetto di questo cambiamento.

Internet?
Il Beppe-nazionale non è nuovo a stravolgimenti o cambiamenti o anche menzogne dal punto di vista internettiano e tecnologico, il suo nuovo portale rispecchia fedelmente questa sua tendenza: eloquio, anche fuori luogo, di cosetecnologiche, spesso sconnesse fra di loro, che dovrebbero evocare un futuro possibile e immaginabile nei confronti dell'ascoltatore/lettore. Non solo post, infatti: torneranno ad essere presenti i video, come i bei vecchi tempi del blog gestito da Gianroberto Casaleggio, ma caricati su YouTube e non sulla piattaforma interna del sito…

Afrin, i curdi delle YPG resistono agli attacchi dell'esercito turco

Continuano incessanti i combattimenti nel cantone di Afrin e nelle colline attorno la città fra Esercito Turco e YPG/YPJ, le Unità di Protezione del popolo degli uomini e delle donne curde. Il 28 gennaio, in un comunicato ufficiale, le YPG hanno comunicato di aver condotto una «operazione speciale» in cui le forze curde «sono riuscite a riprendere le posizioni che erano state precedentemente occupate dall’Esercito occupatore turco, coadiuvato dal supporto dei terroristi affiliati ad esso».

Nel corso dell’operazione «gli sforzi delle truppe turche si sono concentrati, così come quelli dei gruppi terroristici affiliati (Al Qaida, Al Nusra e Faylaq al-Sham), si sono concentrati sulla collina Kevire Kerr», nel distretto di Rajo, cantone di Afrin, «al fine di riprenderne il controllo». Per farlo, continua il comunicato, l’esercito turco «ha usato ogni tipo di bombardamento dall’aria, includendo jet, elicotteri e bombe al napalm, bandite a livello internazionale».


Nonostante gli sforzi mi…