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YPJ: una vita basata sulla volontà delle donne

Proponiamo la traduzione dell'articolo "Kadının iradesi hayatın içinde" (La volontà delle donne nella nostra vita), scritto da Dilan Welat per ANHA ed apparso sul portale Özgür Gündem. E' stato tradotto in inglese dal blog 'Rojava Report' ed in italiano da Nuova Repubblica.


Donne combattenti dell'Ypg. Foto Creative Commons di Free Kurdistan via Flickr

Fidan Lewend e Beritan Warsin sono donne arabe e componenti della YPJ, ci hanno parlato della loro vita all'interno della loro organizzazione. Fidan ha aderito alla YPJ un mese fa a Tirbesiyê ed è in fase di formazione presso la locale "Şedhit Silan Academy". Mi spiega che si è unita alla YPJ perché le donne, all'interno della società, hanno affrontato tutte le forme di violenza e sono state ridotte allo stato di schiavitù, e che prendendo parte all'organizzazione voleva essere salvata dal sistema di egemonia maschile e per trovare un luogo in cui si è espressa la volontà della donna (il Rojava ndt).

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Fidan ha continuato a descrivere come, prima di unirsi alla YPJ, lei non sapeva che si trattava di un sistema progettato per tutti i popoli e aveva pensato che si trattava di un sistema, di un'organizzazione in piedi solo per i curdi. Ha sottolineato che nella YPJ donne curde, donne arabe, e donne siriane vivevano insieme come sorelle e che nessuna è stata discriminata, rimarcando il concetto che lei avrebbe combattuto nei ranghi della YPJ contro la violenza nei confronti delle donne fino alla fine.

Beritan, allo stesso modo, è approdata a Tirbesiyê ed è in fase di formazione presso la stessa accademia. Mi spiega che ha preso il suo nome dal martire Beritan, morto nelle montagne del Kurdistan, la cui storia l'ha molto colpita, aggiungendo che voleva prendere un posto sul fronte di battaglia per dimostrare che la guerra non era solo un fattore da uomini.
Rivolgendosi a tutte le donne, ha chiesto loro di entrare a far parte nelle fila della YPJ e ad unirsi alla lotta.

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