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La Balena rosa Renzi versus l'Hulk pop Salvini

Perché la Balena Rosa (un salmone diciamo) di Renzi e il caso Salvini devono farci riflettere sul futuro del bipolarismo italiano.

Matteo Renzi pensava di ritrovarsi a breve in una Italia di nuovo bipolare
, invece il suo Pd ex 40 per cento (ora prenderebbe meno voti veri del Pd di Bersani del 2013) si ritrova al centro dello scacchiere politico. In teoria la nuova legge elettorale potrebbe permettere al partito di Renzi di vincere le elezioni da solo (eventualmente ospitando alcune candidature di altre liste). Dall'altra parte abbiamo il Movimento 5 Stelle, che resta saldamente seconda forza politica e poi un centrodestra frantumato. Berlusconi, come era prevedebile, ha lasciato il vuoto. Alfano non ha funzionato e poi lo ha tradito, Anche Fitto se n'è andato, i figli non ne vogliono sapere di prendersi un'eredità politica ingombrante. Dopo aver provato Giorgia Meloni a farsi avanti per la leadership del centrodestra, ora l'unico volto noto e critico verso l'appoggio al Pd è  Salvini.

Immagine da sdoppiamocupido.blogspot.com

Il nuovo segretario della Lega Nord ha puntato tutto sulla ricostruzione di un'identità nazionalista, anti euro, anti immigrati, ultra conservatrice. Pare che l'europarlamentare leghista con un alto numero di assenze a Bruxelles abbia successo, sa usare le parole giuste per chi non si sente più tranquillo a vivere in Italia per colpa degli stranieri e per chi interpreta la crisi economica come semplicemente l'effetto dell'entrata dell'Italia nell'Euro. A Roma sta fagocitando la destra che prima vedeva Alleanza Nazionale primeggiare.

La Lega ha aperto una sede a Roma, quella che era ladrona, quella da cui ci si doveva separare. Salvini andò ad inaugurarla con la felpa grigia e la scritta giallorossa della città. Faceva impressione. La sede romana ha permesso di finire alla ribalta sul caso Tor Sapienza, visto che una abitante non sapendo come contattare il segretario del Carroccio ha trovato il numero della struttura leghista ai Parioli.

Salvini riesce a rappresentare quella destra che non vuole si dica sia razzista, cavalcando però temi e linguaggi corrispondenti a quelli dei razzisti. Fino al punto da giustificare atteggiamenti palesemente discrimitatori. Alcuni addirittura hanno simpatie filofasciste. E lo stesso Salvini ha accettato di manifestare assieme a Casapound, formazione politica dichiaratamente fascista.

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La Lega di Bossi, quella degli scandali ma antifascista è sparita velocemente grazie alla transizione di Maroni. Alle elezioni del 2013 la Lega aveva ottenuto il 4 per cento, ora può puntare al 15. E cosa accadrà qualora finisse l'era di Forza Italia? Il sogno proibito del giovane scugnizzo leghista, che una volta se la prendeva coi napoletani, ora accarezza le paure dei cittadini e soffia sull'inefficienza dello Stato che anche la Lega Nord ha governato per anni.

Renzi ha ancora un discreto consenso ma se dovesse fallire col suo governo il Pd perderebbe molti voti, mentre potrebbe avere le praterie Salvini, estremizzando il centrodestra ex berlusconiano, non solo sulla sicurezza. Pensiamo alla proposta di flat tax, prima la proponeva al 20 per cento, ultimamente addirittura al 15. Una strategia aggressiva che in teoria abbasserebbe le tasse a tutti ma alla fine favorirrebbe i gruppi imprenditoriali che controllano l'Italia da tempo e che magari esportano i soldi nei paradisi fiscali. Teoria attualmente non realizzabile a causa dell'imponente debito pubblico e della necessità di soldi per finanziare la macchina dello Stato, inefficiente e fatiscente.

Con l'Italicum il dopo Renzi potrebbe parlare leghista? Se si ragionasse in ottica bipolare senza considerare il Movimento 5 Stelle. Che al momento è la seconda lista e il ballottaggio lo potrebbe favorire rispetto a un Pd governativo che ha disatteso le aspettative di forte cambiamento dal basso promesso inizialmente da Matteo Renzi. Che ora ha un'altra spina nel fianco, a sinistra: Civati e il suo movimento Possibile.

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