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Di Pietro reloaded: da pm di Tangentopoli a sindaco di Milano anticorruzione?


A volte ritornano. Dopo aver concluso l'esperienza con l'Italia dei Valori sembra che Antonio Di Pietro abbia di nuovo voglia di mettersi in gioco, stavolta in una città lontana anni luce dal suo Molise: Milano. La notizia è di qualche tempo fa, e precede di gran lunga le elezioni comunali all'ombra del Duomo che si terranno nel 2016.

Per quali motivi un politico fuori dalle scene da un bel po' cerca di rimettersi in luce proprio a Milano? Dando un'occhiata al passato ben noto di Di Pietro ci sembra di trovare un bel nesso con la situazione odierna in cui versa il nostro Paese, una situazione che proprio da Milano e in particolare dall'Expo sta uscendo di nuovo allo scoperto. Un percorso di corruzione che non conosce battute d'arresto, che s'insidia dappertutto e in tutti i livelli della vita sociale, una corruzione che proprio Di Pietro nel lontano '92 contribuì a condannare nell'operazione Mani Pulite.




Tomasi da Lampedusa diceva "cambiare tutto perché nulla cambi" e sembra che qui qualcuno l'abbia preso proprio alla lettera. Tredici anni dopo abbiamo la stessa faccia (Di Pietro) che stavolta si candida in un contesto che più marcio non si può (parafrasando la nota marca di detersivi), se guardiamo alla corruzione e tangenti all'Expo 2015. Questa candidatura sulle prime pareva destinata a un solo ruolo, quello di border line. D'altronde la parabola politica di Tonino veniva considerata esaurita da un po', ma l'attualità sembra voglia dargli una mano. Gli scandali dell'Expo in primis, seguiti da quelli della cricca romana, le ultime voci su Incalza e l'ex ministro Maurizio Lupi sembrano aver creato le premesse per una Tangentopoli 2.0, occasione ghiotta per il nostro ex pm, che cercando l'alleanza del M5S, da sempre a favore dell'eliminazione del clientelismo della politica, prova ad inserirsi nella corsa per il posto d'onore a Palazzo Marino. 

Chissà cosa riserverà il futuro, chissà se davvero il Tonino nazionale riuscirà a tornare sulle scene e imporsi nella nebbiosa Milano. Nel frattempo l'Expo sembra già essersi adeguato a tale prospettiva.

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