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Referendum Grecia: la posizione del Kke (comunisti di Grecia)

Il referendum in Grecia ha diviso anche le posizioni delle sinistre. Vediamo ad esempio quale sia la posizione dei comunisti del KKE e del sindacato PAME

"Serve una spinta democratica nelle questioni legate all'euro. Noi lo abbiamo fatto. Facciamo decidere al popolo.
(Divertente quanto radicale possa suonare questo concetto!)" 

[il tweet - link - del Ministro dell'Economia greco Yanis Varoufakis]

Foto da inter.kke.gr

Nel corso delle elezioni che hanno portato la vittoria di SYRIZA il rifiuto netto ad un'alleanza di governo da parte del KKE aveva suscitato commenti di disprezzo perfino in Italia. La posizione del Partito Comunista di Grecia veniva bollata come settarismo da parte dei suoi detrattori.
Il KKE, va detto, possiede una propria linea e la porta avanti con tutto ciò che essa comporta. Per loro SYRIZA è diventata "la 'forza di riserva di sinistra' del capitalismo" perché secondo loro "il nuovo accordo del governo SYRIZA-ANEL con i creditori, che scarica ulteriori oneri sugli strati popolari e mantiene tutte le misure antipopolari del governo precedente, di ND-PASOK".

Sinteticamente:
  • per i comunisti greci non c'è più margine per il riformismo; 
  • spingono per una rottura con l'Unione Europea;
  • potere popolare.

Su simili posizioni ai comunisti greci del KKE risulta il PAME (sindacato greco di origini comuniste) che nei giorni scorsi ha diramato una nota in cui si legge: "Chiediamo l’abolizione dei Memorandum che rendono la nostra vita un inferno: il futuro dei nostri figli è al di là delle catene della UE, dei banchieri, degli industriali, degli armatori. Rottura immediata con l’Unione europea e con i suoi monopoli".

Leggi anche:

Syriza: storia della sinistra che da guazzabuglio divenne forza di governo

Una manifestazione del PAME

Per PAME e KKE, infatti, i Memorandum sono due: uno è quello della Troika (FMI-BCE-UE), l'altro è quello di SYRIZA, sostenendo: "Il ‘no’ al referendum sarà tradotto dal governo greco in approvazione della sua proposta impopolare; il ‘sì’ sarà tradotto come consenso alle misure barbare della Troika e verrà interpretato come 'si resta in Europa a tutti i costi', come sono soliti affermare Nea Dimokrathìa (Nuova democrazia), PASOK, To Potami (Il fiume). Nei fatti, entrambe le risposte portano a dire sì alla UE e alla barbarie capitalista: il popolo non può scegliere tra Scilla e Cariddi [...] Entrambe le proposte (quella avanzate dalla Troika e quella avanzata dai sostenitori del ‘no’ all’accordo con l’UE) prevedono misure brutalmente impopolari che si andranno a sommare alle larghe intese e alle leggi applicate dal precedente governo sostenuto da Nea Dimokrathìa (Nuova democrazia) e dal PASOK. Entrambi i governi (SYRIZA-ANEL/ND-PASOK), infatti, servono gli interessi del Capitale e dei profitti capitalistici".

Di Marco Piccinelli e Emanuele Rigitano

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