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I passaggi sulla Grecia che troppi ignorano


Dell'accordo tra Europa (l'Eurogruppo) e Grecia ancora si sa poco, sicuramente ci sono più di 80 miliardi di euro in ballo. Tsipras paga lo scotto di una precedente classe politica inetta e corrotta, che ha fatto debiti e truccato i conti. La Grecia paga lo scotto di tagli lacrime e sangue che hanno fortemente impoverito un intera nazione (escludendo i ricchi ovviamente), con le riforme imposta dalla famigerata Trojka (Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale) che dovevano migliorare la situazione ma l'hanno peggiorata.

Di tutta questa situazione quello che ogni cittadino dovrebbe trovare insopportabile è come, delle istituzioni non elette che trattano in materia finanziaria non si limitino a trovare un accordo sui soldi da restituire con il governo di Atene, bensì impongono cosa fare (e non fare), come quando e quanto. Pretendono di intervenire su punti precisi per ottenere indietro i soldi del debito pubblico greco. Un debito pubblico peggiorato (180% del Pil, si diceva che al 150 fosse default) nonostante i sacrifici che il popolo greco ha dovuto sopportare, con aumento di povertà, suicidi, malnutrizione, prostituzione, sfratti.

Foto: Uwe Hiksch via Flickr

I debiti greci, prima in mano soprattutto alle banche (tedesche, francesi e italiane), durante la cura da cavallo sono passati ai governi, che successivamente si sono irrigiditi nei confronti del governo Tsipras che non era affatto responsabile di questa situazione. Una situazione di difficoltà che ha creato conflitti nella sua maggioranza e all'interno del suo partito Syriza. La mossa del referendum sull'accordo è infatti servito innanzitutto per limitare il rischio di una caduta del governo, cosa che a molti in Europa non dispiacerebbe affatto.

Il braccio di ferro e il referendum dovevano servire per migliorare le condizioni per la Grecia, innanzitutto facendo passare la ristrutturazione del debito. Se questo non avverrà sarà una sconfitta per Tsipras, in un contesto difficile e faticoso senza dubbio ma che comunque porterebbe la Grecia ad accettare nuovamente condizioni gravi in cambio di nuovi finanziamenti e dello sblocco della liquidità lì dove i cittadini possono ritirare massimo 60 euro al giorno.

In un contesto normale è vero, i debiti vanno pagati...ma fino a che punto possiamo spingerci? Gli altri Paesi europei hanno sì fatto tagli e aumentato tasse e fatto delle riforme ma la loro situazione (anche in Spagna, Portogallo e Irlanda) non era così grave come negli ultimi anni in Grecia. Lo stato tedesco della Baviera si è accordato con quello austriaco della Carinzia per ridurre il debito di parte austriaca di circa il 40%...perché per la Grecia non si può? Anche l'Ucraina è in crisi e si parla di ristrutturare il debito: cosa faranno?

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Di fatto la finanza ha la priorità su tutto in Europa, la politica diventa secondaria. Ovvero l'Europa si è bloccata in un limbo in cui dopo l'Euro si è fatto ben poco per procedere in un modello federale. Questo ha portato i dirigenti politici a riconcentrarsi sul consenso nelle rispettive nazioni e nel momento in cui il consenso nazionale cominciava ad entrare in conflitto con le questioni europee si sono visti i risultati. La solidarietà europea è stata sostituita dal cinismo 'rigorista' ed egoista dei singoli stati, un modello nord europeo che sta influenzando anche gli altri stati (tra cui l'Italia) che hanno dovuto sottostare "alle proposte che non potevano rifiutare".

Non può passare che un governo possa ritrattare le condizioni, altrimenti in futuro anche altri (tipo l'Italia) potrebbero tentare. Ma non può passare nemmeno che la Grecia sia tenuta per la giacchetta per anni senza una ripresa economica, né che un governo democraticamente eletto sia esautorato di parte delle sue funzioni.


 

Comunque sarebbe il caso di ribadire qualche punto sulla situazione greca:

  • La Grecia (guidata per decenni dai conservatori di Nuova Democrazia e dai socialisti all'acqua di rose del Pasok) ha sperperato tanti soldi e fatto tanti debiti truccando persino i conti per stare nell'euro.
  • Le istituzioni europee hanno fatto finta di non vedere per inglobare la Grecia nell'euro.
  • Il collasso greco è arrivato innanzitutto dopo la crisi finanziaria internazionale a causa dei mutui sub-prime, una ciofeca nata negli Usa che ha messo in ginocchio più il resto del mondo (Europa soprattutto) che gli Stati Uniti.
  • I Paesi del nord Europa si sono irrigiditi un po' a ragione un po' per pregiudizio verso i Paesi del sud, che "sono spendaccioni e fanno la bella vita a spese degli altri" (un po' gli argomenti alla Lega Nord ante-Salvini)
  • La Germania ha preso la guida di questo malcontento e ha incominciato a dettare legge in Europa, confrontandosi ogni tanto con la Francia, fuori quindi dalle istituzioni europee.
  • La Grecia ha cominciato a fare le riforme, i tagli, le privatizzazioni, gli aumenti di tasse e i risultati si sono visti, pessimi.
  • La trojka formata da Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea ha quindi portato pessimi risultati dalla cura data alla Grecia.
  • La Grecia ha una disoccupazione prossima al 30% e quella giovanile superiore al 50%, con una forte riduzione degli stipendi e delle pensioni medie.
  • La Grecia ha già riformato il sistema pensionistico ma qualcuno vorrebbe che si faccia un taglio di spesa ancor più radicale. Peccato che aumentare 'di botto' l'età pensionabile in un Paese che ha un'alta disoccupazione significa rallentare la ripresa economica ancora di più, un cane che si morde la coda.
  • Il governo Tsipras (e per questo ha anche avuto fratture nel suo stesso partito) ha sempre tentato un approccio volto a un accordo ma ristrutturando il debito, cosa mai accettata dalla controparte.
  • Le banche hanno ripianato i loro crediti con la Grecia scaricando la patata bollente sui conti pubblici degli Stati, che ora non vogliono essere flessibili con la Grecia.
  • Le elite europee sono preoccupate perché se il comportamento della Grecia viene lasciato passare si crede che anche altri Paesi potrebbero fare lo stesso.
  • Purtroppo il caso greco è eccezionale e tragico, visto che la sanità non funziona più ed è a pagamento, in molti fanno fatica a pagare le bollette e il cibo, è aumentato il tasso di suicidi, di malnutrizione e di prostituzione.
  • La Grecia comunque non sarebbe in grado di restituire tutto il denaro, sia se ristruttura il debito sia se va in default.

In conclusione pensate: se questi 80 miliardi di euro, dopo aver spaccato l'Europa e impoverito la Grecia, fossero stati dati a inizio della crisi, quando Germania e nord Europa dicevano no a qualsiasi aiuto, ora il popolo greco non avrebbe vissuto lo shock che ha dovuto provare sulla propria pelle.

Che sia di lezione per la prossima volta, se ci sarà una prossima volta.

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