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Dal Marocco al Gay pride: i diritti Glbt, deprivazione o depravazione?


Gay Pride 2015. Foto: Gloriana Giammartino

“Se dovessi rifarlo non lo rifarei” queste le parole del direttore del magazine marocchino 'Maroc Hebdo' che dopo le polemiche suscitate dalla pubblicazione di un dossier annunciato in copertina dal titolo 'Si devono bruciare gli omosessuali?', fa mea culpa e ritira il numero dalle edicole. 

"Tenuto conto delle reazioni particolarmente vive sui social network - si legge in una nota del settimanale di Casablanca - Maroc Hebdo ha deciso di ritirare dalla vendita il numero N°1122 (dal 12 al 18 giugno) e dai siti web". In questi giorni in Marocco è in corso una querelle relativa alla depenalizzazione dell'omosessualità.
Nel codice penale marocchino infatti l'omosessualità è tuttora un grave reato, punito con pene da 6 mesi a tre anni di reclusione . A protestare contro questa legge anacronistica hanno contribuito anche le Femen , che si sono ritrovate a Rabat (vedi video) per scambiarsi un bacio sulla famosissima torre e lanciare un messaggio chiaro sintetizzabile nelle parole in Gay we trust che si sono tatuate addosso.

Gay Pride 2015, Colosseo. Foto: Gloriana Giammartino

Il 13 giugno durante il “Pride” è toccato anche all'Italia chiedersi se è pronta a riconoscere alla comunità gay diritti civili come il matrimonio o l'adozione. Seguendo la parata ho potuto sperimentare in prima persona l'atmosfera gioiosa e colorata del corteo e ho visto oltre a tante coppie gay, un congruo numero di eterosessuali in prima linea per manifestare il proprio sostegno alla comunità omosessuale, per ribadire che dopo l'Irlanda sarebbe ora di rendere anche l'italia un paese arcobaleno, non per buonismo o estremismi di parte ma perché come ha dichiarato Federica Sciarelli, madrina dell' evento: “L’articolo 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia ma non specifica che la famiglia debba essere formata da un uomo e una donna. A quanto pare i costituenti, con la loro carta dei diritti e dei doveri, devono aver guardato più lontano di noi.”

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