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Calcio femminile: la partita piú difficile è quella contro i pregiudizi

Foto di Gioia Concetta per NuovaRepubblica

"E poi aggiungi i vari punti uno vicino all’altro piano piano seguendo il disegno, hai capito?" L’espressione di mia nonna era così carica di aspettativa mentre tentava di spiegarmi l’arte del ricamo, mostrando fiera il telaio, che allora mi mancó il coraggio di essere sincera e annuii convinta, nonostante non avessi capito affatto. Da allora sono passati molti anni e per fortuna sono certa che mia nonna oggi, potrebbe essere fiera di me anche se le lenzuola le compro già ricamate, perché i tempi sono cambiati e con loro anche il ruolo della donna , le sue capacità e aspirazioni. 

Ci sono però degli avamposti ancora da conquistare per le ragazze, traguardi che fanno capo ad un unica vittoria fondamentale: quella di poter scegliere sempre e comunque il proprio percorso di vita in totale libertà. Esiste effettivamente nel terzo millennio la parità di genere? Se sì come si declina concretamente? Ad esempio...cosa succederebbe oggi se una ragazza dalle tribune di uno stadio volesse passare in campo? Se il calcio preferisse giocarlo piuttosto che guardarlo? In altre parole: In Italia c’è spazio per il calcio femminile?


Mi sono posta questi interrogativi dopo la grottesca espressione di Belloli, (presidente della Lega nazionale dilettanti poi sfiduciato dalla Lega stessa) che ha sottolineato l’inutilitá di destinare dei fondi a quelle "quattro lesbiche" del calciofemminile.

Per capire il motivo, se mai ce ne possa essere uno, di tanta acredine e grettezza sono andata a conoscere personalmente alcune di quelle atlete, per raccontare il loro modo con le loro parole piuttosto che giudicarlo con le mie. Ho scoperto, neanche a dirlo, una realtà meravigliosa, squadre fatte di ragazze assolutamente “ normali”, che hanno scelto di seguire un sogno e per questo hanno messo in conto rinunce, sacrifici , coraggio e costanza. L’espressione più ricorrente tra le risposte alle mie curiosità è stata “Per me il calcio è vita, non potrei immaginarmi lontana da un campo o da un pallone".

Io il calcio non lo amo e sono così pigra che il mio sport preferito è rotolarmi tra le coperte, ma come diceva Evelyn Beatrice Hall intima amica di Voltaire a cui poi è stata erroneamente attribuita la citazione : “Non sono d'accordo con quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Credo che Evelyn avrebbe sorriso del "furto autoriale" così come le calciatrici delle polemiche, noi donne siamo sportive fino in fondo, le battaglie vogliamo vincerle più che prendercene il merito e speriamo ancora di riuscire a insegnarvi le regole sociali del gioco della vita : rispetto in primis.


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