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Sarkozy fa prima di Berlusconi e fonda i Repubblicani in Francia

Nonostante l'età avanzata lo porti a non essere più lucido come un tempo Berlusconi vuole lasciare un testamento politico cercando di riunire il centrodestra sotto la sigla repubblicana. Un'idea che sicuramente avrà avuto da tempo ma che ha sempre bloccato per paura dei ricorsi legali del Partito Repubblicano Italiano, quello erede di Giuseppe Mazzini.

Il 2 giugno c'è stata la convention di un gruppo che si è riunito sotto il nome I Repubblicani, probabile tentativo di vedere se ha successo il nome e se non si perdano eventuali ricorsi al tribunale per il nome.
Soprattutto si prevede un successo non tanto (o non solo) per l'evocazione dei Repubblicani americani ma per la decisione dell'ex presidente della Repubblica francese,  Nicolas Sarkozy, di cambiare il nome del suo partito da Union pour un mouvement Populaire in Les Republicains.

Cambio nome, cambio brand, un atteggiamento di tipo berlusconiano in questo senso, volto a far dimenticare ai francesi gli scandali e la polvere dei vecchi partiti francesi. Pronto il nome, pronto il simbolo, per avvicinarsi alle elezioni presidenziali del 2017. Quelle che con molta probabilità incoroneranno nuovamente Sarkozy presidente, visto il grigio mandato di Hollande e l'ascesa del Front National ora leggermente ridimensionata.


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L'Italia seguirebbe così la scia della Francia. Cambiare nome, qualche liturgia politica, un leader che decide e gli altri che si accodano. C'è una bella differenza però: in Francia Sarkozy è andato al potere una sola volta e non è all'apice della carriera da più di 20 anni, inoltre non ha quasi 80 anni come Berlusconi. L'ex presidente del Consiglio italiano ha stancato l'elettorato italiano, che ormai preferisce o il Pd di Renzi, o la proposta più urlata e con la bava alla bocca di Salvini oppure l'astensione.

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La scelta di Sarkozy, inoltre, è in piena sintonia con il passato della destra francese. l'Ump nasce nel 2002 come fusione tra varie realtà politiche tra cui il Rassemblement pour la République (Raggruppamento per la Repubblica) e Democrazia Liberale, piccola formazione in cui nome precedente era Partito Repubblicano, senza contare il Partito Radicale erede del Partito Repubblicano Radicale e Radical-Socialista, per anni nel centrodestra (e dal 2012 fuoriuscito) dopo la scissione avvenuta tanti anni fa con il Partito Radicale di Sinistra alleato dei socialisti.

Sarkozy ha ora la sfida di saper creare delle novità politiche nella democrazia di destra francese, senza scadere nel "frontnazionalismo" xenofobo e fascistoide, essendo però in grado di recuperare voti per una larga vittoria contro un centrosinistra e un Partito Socialista in profonda crisi di consensi e di idee.

Se i neo repubblicani italiani si dicono conservatori nel valori e liberisti in economia, ricalcando gli Stati Uniti, è da capire come verrà incanalato il termine repubblicani da Sarkozy in Francia, luogo della laicità, dell'uguaglianza e della solidarietà oltre che della libertà.

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