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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Sarkozy fa prima di Berlusconi e fonda i Repubblicani in Francia

Nonostante l'età avanzata lo porti a non essere più lucido come un tempo Berlusconi vuole lasciare un testamento politico cercando di riunire il centrodestra sotto la sigla repubblicana. Un'idea che sicuramente avrà avuto da tempo ma che ha sempre bloccato per paura dei ricorsi legali del Partito Repubblicano Italiano, quello erede di Giuseppe Mazzini.

Il 2 giugno c'è stata la convention di un gruppo che si è riunito sotto il nome I Repubblicani, probabile tentativo di vedere se ha successo il nome e se non si perdano eventuali ricorsi al tribunale per il nome.
Soprattutto si prevede un successo non tanto (o non solo) per l'evocazione dei Repubblicani americani ma per la decisione dell'ex presidente della Repubblica francese,  Nicolas Sarkozy, di cambiare il nome del suo partito da Union pour un mouvement Populaire inLes Republicains.

Cambio nome, cambio brand, un atteggiamento di tipo berlusconiano in questo senso, volto a far dimenticare ai francesi gli scand…

Ainis: la sinistra dimentica l'eguaglianza

Il dibattito politico è ormai all'ordine del giorno. Ogni giorno infatti discutiamo su come fare una legge elettorale che ben rappresenti il Paese, su come fare questa o quella riforma, e quasi mai ci confrontiamo su quella che è la base comune su cui queste cose poggiano: l'eguaglianza. Proprio a riguardo di questo tema abbiamo raggiunto telefonicamente Michele Ainis, autore di un breve testo, "Piccola eguaglianza", edito da Einaudi, nel quale si concentra proprio su questo tema e su quanto poco sia affrontato.

La solidarietà della selfie-generation

Un primo maggio incastonato tra l'Expo e la violenza di presunti anarchici, un primo maggio con le polemiche sulla censura che ci sarebbe stata sul palco di piazza San Giovanni. Ma soprattutto il primo maggio dedicato alla solidarietà, pensando ai migranti che tentano una vita migliore, più libera, venendo in Europa. La visita a Pozzallo dei leader dei tre maggiori sindacati (due sono donne) andava proprio in questo senso.

Ho scelto un tema apparentemente semplice e universale come quello della solidarietà e un target generazionale non ancora contaminato dalla disillusione e l’amarezza dei miei coetanei.