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Ainis: la sinistra dimentica l'eguaglianza



Il dibattito politico è ormai all'ordine del giorno. Ogni giorno infatti discutiamo su come fare una legge elettorale che ben rappresenti il Paese, su come fare questa o quella riforma, e quasi mai ci confrontiamo su quella che è la base comune su cui queste cose poggiano: l'eguaglianza. Proprio a riguardo di questo tema abbiamo raggiunto telefonicamente Michele Ainis, autore di un breve testo, "Piccola eguaglianza", edito da Einaudi, nel quale si concentra proprio su questo tema e su quanto poco sia affrontato.


Alla domanda sul perché abbia deciso di concentrarsi proprio su questo tema, la risposta a caldo è stata: "La domanda vera è: perché se ne parla così poco.". Lo stesso Ainis già nel 2012 aveva già pubblicato un testo al riguardo (Privilegium, Rizzoli), in cui guardava appunto a come la società italiana fosse divisa in caste e su come questa divisione andasse a incidere, negativamente, nella vita sociale. In quest'ultimo testo di cui abbiamo discusso con l'autore, si parte con una breve elencazione di alcuni fatti di cronaca (quindi realmente verificatisi), in cui l'eguaglianza a tutti i costi si dimostra pericolosa, e finisce col generare ancor più distanza. Una distanza che non c'è solo tra i membri di una stessa società, come può essere quella italiana, ma anche su scala globale, dove il divario tra il nord e il sud del mondo va crescendo sempre di più.

Le diseguaglianze di cui si parla nel testo sono molte, Ainis le distingue in categorie. Noi nel parlarne con lui ci siamo concentrati soprattutto su quella anagrafica. Nel nostro Paese la distanza  che si è venuta a creare tra giovani e "non giovani" è abissale, non solo dal mero punto di vista dell'età ma soprattutto dal punto di vista delle possibilità concesse. Alla nostra domanda su come ciò influisca su quello che forse è uno dei mondi in cui di più si riscontra questa distanza, l'università, l'autore risponde "Si è venuta a creare una piramide all'interno del mondo universitario, con un conseguente e progressivo invecchiamento del corpo docente, che è uno dei maggiori problemi che affannano l'università e soprattutto la ricerca in Italia. A tutto ciò si aggiunga anche un progressivo prosciugamento dei fondi a disposizione, e quindi una impossibilità di fondo di aprire nuovi concorsi e fare posto a giovani studiosi; oltre a un certo personalismo che è piuttosto diffuso nel mondo accademico italiano." Un mondo quello universitario quindi che soffre questa impossibilità per i giovani di accedervi, motivo per cui molti di coloro i quali decidono di dedicare la propria vita allo studio, scelgono di farlo lontano dal suolo natio.

L'impossibilità di superare questa situazione può anche essere vista come un fallimento della politica, soprattutto di quella parte della politica, la sinistra, che dovrebbe fare del raggiungimento dell'eguaglianza la sua bandiera. Nel testo stesso, si parla dell'eguaglianza come di un'orfana, una causa che non è più perseguita da quelle che sono le fazioni identificate come sinistra. Lo stesso Ainis ci dice che molte delle istanze figlie della voglia di creare eguaglianza vengono sostenute da fazioni altre come per esempio i Radicali (per quel che riguarda le categorie professionali o i privilegi verso il mondo ecclesiastico) oppure il M5S (per il reddito di cittadinanza). E la sinistra? La sinistra ha perso il suo valore, oggi, a differenza dei decenni passati, destra e sinistra si confondono. Il liberalismo che prima era prerogativa della destra oggi sembra aver contagiato la sinistra facendole perdere del tutto quello che era il suo obiettivo: livellare, creare le stesse possibilità per tutti.

Durante la presentazione che di questo libro è stata fatta il 25 marzo, alla presenza tra gli altri del Presidente della Camera Laura Boldrini, qualcuno ha identificato in questo testo una sorta di manifesto politico. Ainis ci ha tranquillizzati, non ha nessuna intenzione di fondare un partito, ma solo la voglia di parlare di un tema troppo poco trattato e magari, attraverso di esso, scuotere gli animi di chi la politica la fa per davvero.

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