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Landini e la coalizione sociale: "Pronti a cambiare i rapporti di forza"


Maurizio Landini. Immagine da www.dirittiglobali.it

"Io sono per discutere con tutti, per noi vale il merito, stiamo facendo incontri con tutti per dire quali sono le nostre proposte, non facciamo discriminazioni" è la risposta alla nostra domanda sulla possibilità di collaborare con quelle forze, come il Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà, decise a contrastare l'evolversi del governo Renzi su varie questioni tra cui il lavoro.

Abbiamo raggiunto il segretario della Fiom (il sindacato confederato dei metalmeccanici della Cgil) Maurizio Landini poco dopo il suo intervento del 18 marzo all'Auditorium di via Rieti a Roma sul Contrasto al Jobs Act del governo Renzi. Intercettato mentre si dirigeva verso il taxi, che lo avrebbe portato dritto dritto nelle fauci di Daria Bignardi e delle sue Invasioni Barbariche, ci ha confidato: "Questo parlamento non è in grado di cambiare quelle leggi", riferendosi al Jobs Act ma soprattutto pensando in generale al mondo del lavoro e del welfare in un sistema democratico.

Per un attimo ci è parso un Landini pessimista. "Io sono realista" ci risponde riferendosi alle "leggi che sta facendo questa maggioranza in parlamento: stanno tagliando  i diritti". Prima di sedersi nel taxi e trasformarsi in animale televisivo ci ha confermato che intende lavorare al di fuori per cambiare i rapporti di forza attraverso la coalizione sociale, "soprattutto a partire dai luoghi di lavoro".

Non molla Landini. Non cede a Renzi e alle sue battute, alle manganellate alla famosa manifestazione dei lavoratori che vide alcuni feriti senza che ci fosse l'esigenza di violenza da parte delle forze dell'ordine. Pensa di far politica? Sì, ha affermato candidamente il segretario Fiom nel suo intervento all'Auditorium, sostenendo che se lo fa la Confindustria con l'appoggio del Governo va bene, se lo fa il sindacato no, per lui la questione è politica e come tale va affrontata.



La voglia di mobilitazione totale è tanta, aggregare gli ultimi coi penultimi, le associazioni che attendono da troppo tempo un cambio di paradigma politico, il sindacato come motore propulsore di una nuova epoca di rapporti e scontri politici in Italia. "Noi abbiamo l'ambizione di vincere, non come De Coubertin che diceva che l'importante è partecipare" dice il leader sindacale facendo sorridere la platea dell'Auditorium. Pronti ad annientare le leggi del lavoro che la coalizione sociale osteggia, anche con i referendum.

Con umiltà (anche se con un po' di ritardo) Landini ha ammesso che il sindacato non è stato in grado di difendere i diritti dei lavoratori ma soprattutto che non ha lavorato per occuparsi delle nuove categorie di lavoro precario e autonomi, ormai definibili il Quinto Stato. 

Landini non vuole candidarsi ma vuole cambiare gli equilibri. I fastidi creati all'interno della Cgil a cominciare da Susanna Camusso la dicono lunga. Secondo noi Landini non ha mollato la presa e vuole tentare il colpaccio: vincere il prossimo congresso della Cgil dopo aver perso il primo round proprio contro la Camusso.

Organizzare l'opposizione sociale, prendersi il più grande sindacato italiano, cambiare i rapporti di forza e tentare di influenzare i prossimi governi, a cominciare dal post Renzi.
Intanto è pronta la prima manifestazione della coalizione sociale, denominata "Unions!" il 28 marzo a Roma: piazza della Repubblica ore 14, piazza del Popolo ore 16.


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