Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2015

Landini e la coalizione sociale: "Pronti a cambiare i rapporti di forza"

"Io sono per discutere con tutti, per noi vale il merito, stiamo facendo incontri con tutti per dire quali sono le nostre proposte, non facciamo discriminazioni" è la risposta alla nostra domanda sulla possibilità di collaborare con quelle forze, come il Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà, decise a contrastare l'evolversi del governo Renzi su varie questioni tra cui il lavoro.

Abbiamo raggiunto il segretario della Fiom (il sindacato confederato dei metalmeccanici della Cgil) Maurizio Landini poco dopo il suo intervento del 18 marzo all'Auditorium di via Rieti a Roma sul Contrasto al Jobs Act del governo Renzi. Intercettato mentre si dirigeva verso il taxi, che lo avrebbe portato dritto dritto nelle fauci di Daria Bignardi e delle sue Invasioni Barbariche, ci ha confidato: "Questo parlamento non è in grado di cambiare quelle leggi", riferendosi al Jobs Act ma soprattutto pensando in generale al mondo del lavoro e del welfare in un sistema demo…

AltraScuola o BuonaScuola?

Il 12 marzo gli studenti di tutta Italia si sono riuniti in piazza, sfilando a sostegno dell'iniziativa legislativa popolare sulla riforma della scuola (LIP), meglio nota con lo slogan #AltraScuola. La sera stessa il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto BuonaScuola, la riforma dell'istruzione proposta dal Governo Renzi. 
Cosa ha spinto studenti, docenti e liberi cittadini ad unire le proprie idee e arrivare a redigere un testo di legge da proporre al governo, ben sapendo che queste iniziative spesso rimangono ferme ad occupare un posto in più nei polverosi cassetti di Montecitorio, spesso non arrivando nemmeno alla discussione in aula? La voglia di non arrendersi a provvedimenti previsti all'interno del testo di legge governativo, dai più viste come neo-liberiste e suscettibili di peggiorare la già pessima situazione dell'Istruzione italiana. Le critiche alla legge in questione vengono fatte soprattutto riguardo a tre questioni: l'assunzione dei docenti,…

Partito Repubblicano al 47o congresso: la smorfia napoletana non aiuta!

Con il glorioso ma piccolo - ormai piccolissimo - Partito Repubblicano Italiano (vedi Wikipedia) il nostro infoblog Nuova Repubblica ha più che altro un termine in comune. Ci piace però ricordare un po' di storia, lontana e recente, ragionando di sfumature politiche ormai andate in disuso nei media tradizionali (che ormai si limitano al nome Matteo e poco più). Il partito repubblicano (che non ha a che fare con quello Usa se non nel nome) va al suo congresso numero 47. Ci auguriamo che non siano superstiziosi perché nella smorfia napoletana il 47 non è un numero appagante (vedi immagine)!

Centocinquantasei delegati sebbene in sala - in tutti e tre i giorni di celebrazione del congresso - non si arrivi a quelle cifre. Tre giorni di dibattito, mozioni, appelli e nonostante il partito (sito del Pri)  non sia in buona salute, voglia di ripartire.

Syriza: storia della sinistra che da guazzabuglio divenne forza di governo

Dal 26 gennaio praticamente non si parla di altro. Da quella notte in Grecia la politica ha un nuovo governo, quello di Tsipras, leader di Syriza. Quante volte sentiamo dire questa parola senza sapere bene cosa veramente sia, ecco arrivata l’occasione per fare chiarezza.
Syriza, o più precisamente Coalizione della Sinistra Radicale, dal 2012 è ufficialmente un partito politico in cui sono confluiti, tra gli altri, tre delle più importanti formazioni della sinistra greca: Synaspimos (partito sorto nel ’91 da una scissione dal partito comunista KKE), i Cittadini Attivi e l’Akoa (Sinistra Innovatrice Comunista Ecologista). Il leader di questa formazione è dal 2008 il già citato Tsipras, ormai volto della speranza di quella parte della società che spera in un’inversione di rotta rispetto allo strapotere della Trojka europea (formata da FMI, Commissione Europea e BCE) e la sua politica dell’austerity, che ha portato la Grecia e tanti suoi cittadini al limite della povertà.

CSM vs. Di Matteo: la storia si ripete.

Nino Di Matteo escluso dalla corsa alla Direzione Nazionale Antimafia”. Chiunque abbia una minima idea di chi è Nino Di Matteo a queste parole è rimasto a bocca aperta. Come può un magistrato che in tutta la sua carriera si è occupato di mafia, che ha iniziato a lavorare indagando sulla strage di Capaci, sugli omicidi di Rocco Chinnici e Antonino Saetta, che è titolare dell’indagine sulla trattativa Stato – Mafia non avere l’esperienza necessaria per dirigere l’azione nazionale nella lotta alla mafia? Senza contare il fatto che è diventato da ormai molto tempo mira delle cosche, tanto da dover vivere sotto scorta come fecero Falcone e Borsellino. Può davvero quest’uomo essere tacciato di non essere in grado di tale ruolo?
Guardando agli altri candidati, quelli che sono stati scelti, non si può certo dire che siano stati scelti dal nulla, sono tutti magistrati di un certo spessore e sicuramente adatti al loro ruolo. Ma davvero hanno dei curricula superiori a quello di Di Matteo? La r…

Libia, Isis, guerra: da Gheddafi a cosa?

L'Isis è arrivato in Libia, minaccia l'Italia ("Siamo a Sud di Roma", ok accendi il Tom Tom così è più facile, verrebbe da rispondere) e l'occidente si sta preparando per un intervento. L'Italia di Renzi per ora frena ma si propone come mediatrice e guida per la risoluzione della situazione, per cui si potrebbe chiedere supporto a Egitto e Algeria.



La buona notizia, diciamo così, è che si parla di missione Onu e non Nato o altro.
Ora possiamo passare alle cattive.

La questione è stata gestita male fin dal principio. L'intervento contro Gheddafi è stato innanzitutto una scusa per i "vivi e vibranti" - per dirla alla Napolitano - interessi in gioco (non a caso l'ex raìs lisciava il pelo "all'amico" Berlusconi e viceversa), sfruttando l'onda delle primavere arabe. Le mire 'colonialiste' dell'occidente del XXI secolo rendono quelle di Giolitti e Pelloux quasi ridicole.