Passa ai contenuti principali

Syriza: storia della sinistra che da guazzabuglio divenne forza di governo

Immagine da popoffquotidiano.it

Dal 26 gennaio praticamente non si parla di altro. Da quella notte in Grecia la politica ha un nuovo governo, quello di Tsipras, leader di Syriza. Quante volte sentiamo dire questa parola senza sapere bene cosa veramente sia, ecco arrivata l’occasione per fare chiarezza.

Syriza, o più precisamente Coalizione della Sinistra Radicale, dal 2012 è ufficialmente un partito politico in cui sono confluiti, tra gli altri, tre delle più importanti formazioni della sinistra greca: Synaspimos (partito sorto nel ’91 da una scissione dal partito comunista KKE), i Cittadini Attivi e l’Akoa (Sinistra Innovatrice Comunista Ecologista). Il leader di questa formazione è dal 2008 il già citato Tsipras, ormai volto della speranza di quella parte della società che spera in un’inversione di rotta rispetto allo strapotere della Trojka europea (formata da FMI, Commissione Europea e BCE) e la sua politica dell’austerity, che ha portato la Grecia e tanti suoi cittadini al limite della povertà.

Sebbene di Syriza si sia iniziato a parlare a livello globale soprattutto in seguito alle elezioni europee del 2014, in cui è diventata primo partito greco e ha permesso a una formazione di sinistra radicale di sedere all’interno delle istituzioni europee, in realtà la sua storia parte da lontano. Il primo approccio alla formazione di un gruppo che racchiudesse in sé tutta la sinistra greca, per permettere di porre fine al predominio che da sempre hanno avuto nella scena politica nazionale i partiti di destra conservatrice, come per esempio la Nuova Democrazia di Samaras (presidente del Consiglio uscente) e quello di sinistra moderata del Pasok (Movimento socialista panellenico), si è avuto addirittura nel 2001. In quella data le forze di sinistra si riuniscono nello “Spazio”, non un’organizzazione ma un incontro promosso al fine di dare il via a una riflessione sulla gestione della politica interna ed estera della Grecia, volta al cambiamento soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento tenuto dal governo in carica nei confronti dei grandi contrasti in atto sul piano internazionale (guerra in Kosovo su tutte.). A questo si unì il supporto che le forze di sinistra avevano in mente di dare alle grandi manifestazioni popolari, esempio classico la protesta organizzata nel tristemente noto G8 di Genova, a cui anche alcune componenti greche presero parte (tra questi proprio Tsipras avrebbe dovuto, salvo poi essere fermato in quanto segnalato come elemento di disturbo alle autorità internazionali).

Immagine da valigiablu.it


Da questa prima riunione non si arriva subito alla formazione di Syriza: perché si inizi a far circolare questo nome e questa idea si dovranno attendere le elezioni parlamentari del 2004, elezioni in cui la neonata coalizione (in cui ancora quindi i partiti esistono singolarmente) riesce ad ottenere un 3,3% ed eleggere 6 membri al Parlamento. Questo primo, striminzito successo viene però subito oscurato dai dissidi interni: il fatto che i sei eletti fossero tutti appartenenti a Synaspimos (il partito più grande) creò non poche proteste tanto da condurre a una prima crisi, subito messa a tacere dagli stessi esponenti di Synaspimos, ben consci della necessità di correre insieme per poter pensare di scardinare la supremazia conservatrice. Dal 2004 in poi si è registrata una vera e propria escalation di risultati: la prima crescita nelle amministrative del 2006, seguita dalla grande sorpresa nelle parlamentari dell’anno successivo.

L’anno della svolta per Syriza è il 2008: in quest’anno il vecchio leader di Synaspimos, Alavanos, lascia la presidenza al giovane ingegnere Alexis Tsipras. Di estrazione borghese ma da sempre impegnato sul fronte delle battaglie della sinistra più radicale, sarà lui a condurre Syriza alla sua affermazione e alla sua presa di potere. L’effetto-Tsipras fin da subito porta a una crescita lieve nelle elezioni del 2009, sia in quelle europee che in quelle parlamentari. Il vero exploit si avrà però nel 2012: in questo anno Syriza si costituisce come partito (i partiti componenti quindi vi confluiscono perdendo la propria singolarità) e si presenta alle elezioni diventando il secondo partito greco e ottenendo un risultato tale da portare il Presidente Papoulias a chiedergli di formare un governo, che tuttavia non prenderà vita.
 
Immagine da greece.greekreporter.com


Il resto è storia nota: nel 2014 la lista Tsipras si impone alle europee, ottenendo consensi non solo in Grecia ma anche in altre parti d’Europa (Italia compresa) e imponendosi appunto all’interno del Parlamento Europeo con ben 6 seggi su 21 e, risultato ancor più importante, diventando il primo partito di Grecia: per la prima volta un partito di Sinistra-sinistra vinceva le elezioni nel territorio ellenico, da sempre di stampo moderato o filo-conservatore. Era chiaro che questo successo sarebbe stato il preludio alla grande vittoria ottenuta nel 26 gennaio scorso, giornata storica per la Grecia. Tsipras si è presentato con la sua faccia pulita e le sue idee chiare di fronte al popolo greco, stremato da anni di sudditanza del proprio governo nei confronti dell’Unione. Questa sua forza viene vista come una vera e propria calamità dall'UE, e dai primi atti da capo del Governo sembra che queste tensioni abbiano ragione di esistere.. A tutto ciò si aggiunga che queste idee stanno diffondendosi nel resto del bacino del Mediterraneo, abbiamo il fenomeno Podemos in Spagna che sta rapidamente prendendo piede e in Italia qualcuno tra i membri della sinistra sta iniziando a strizzare l’occhio verso questa ideologia radicale. Solo i fatti potranno dirci se Tsipras saprà imporre il cambiamento che promette. 


Post popolari in questo blog

I "riders" si incontrano domenica a Bologna

Riders, in questo caso, non sta per centauri o motociclisti ma per coloro i quali effettuano consegne in bicicletta per piattaforme come JustEat, Glovo, Foodora, Deliveroo e chi più ne ha più ne metta. Ciclo-fattorini, chiamiamoli così, i lavoratori collegati tramite app a una delle piattaforme sopracitate che consegnano in bicicletta il cibo di ristoranti convenzionati direttamente a casa di chi ne fa richiesta. Il fenomeno è in vertiginosa espansione e, come spesso accade, di fronte ad un'ascesa così repentina si nascondono ombre lunghe.
Nella nota diffusa via Facebook dalla pagina Riders Union Bologna si legge:  «Sono ormai due anni che in tutta Europa i riders dei servizi di food delivery via app hanno alzato la testa e reclamato diritti e retribuzioni migliori. In tante città sono nati spontaneamente gruppi o collettividi lavoratori e lavoratrici che hanno smascherato la retorica delle piattaforme secondo la quale la cosiddetta gig economy sarebbe fatta di lavoretti volutame…

L'alzheimer contemporaneo di Grillo che cancella la memoria del suo blog

Di Marco Piccinelli - La notizia, chiamiamola così, che è stata tra le più rimbalzate negli aggiornamenti dei siti web delle testate giornalistiche italiane degli scorsi giorni è il restyling del «Blog di Beppe Grillo», emanazione della società unipersonale «Beppe Grillo srls». Di per sé non sarebbe una grande notizia, anche perché di fatto non lo è. Tuttavia è bene soffermarsi su un aspetto di questo cambiamento.

Internet?
Il Beppe-nazionale non è nuovo a stravolgimenti o cambiamenti o anche menzogne dal punto di vista internettiano e tecnologico, il suo nuovo portale rispecchia fedelmente questa sua tendenza: eloquio, anche fuori luogo, di cosetecnologiche, spesso sconnesse fra di loro, che dovrebbero evocare un futuro possibile e immaginabile nei confronti dell'ascoltatore/lettore. Non solo post, infatti: torneranno ad essere presenti i video, come i bei vecchi tempi del blog gestito da Gianroberto Casaleggio, ma caricati su YouTube e non sulla piattaforma interna del sito…

Afrin, i curdi delle YPG resistono agli attacchi dell'esercito turco

Continuano incessanti i combattimenti nel cantone di Afrin e nelle colline attorno la città fra Esercito Turco e YPG/YPJ, le Unità di Protezione del popolo degli uomini e delle donne curde. Il 28 gennaio, in un comunicato ufficiale, le YPG hanno comunicato di aver condotto una «operazione speciale» in cui le forze curde «sono riuscite a riprendere le posizioni che erano state precedentemente occupate dall’Esercito occupatore turco, coadiuvato dal supporto dei terroristi affiliati ad esso».

Nel corso dell’operazione «gli sforzi delle truppe turche si sono concentrati, così come quelli dei gruppi terroristici affiliati (Al Qaida, Al Nusra e Faylaq al-Sham), si sono concentrati sulla collina Kevire Kerr», nel distretto di Rajo, cantone di Afrin, «al fine di riprenderne il controllo». Per farlo, continua il comunicato, l’esercito turco «ha usato ogni tipo di bombardamento dall’aria, includendo jet, elicotteri e bombe al napalm, bandite a livello internazionale».


Nonostante gli sforzi mi…