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Sciolta Civica: la scelta di Monti e i suoi effetti


Immagine da terranostranews.it

Domenica 8 febbraio si è concluso il primo congresso di Scelta Civica, la creatura politica voluta dal senatore a vita Mario Monti. Il congresso ha deciso quasi all'unanimità, con una maggioranza del 93,89% dei delegati, la nomina a segretario di Scelta Civica del sottosegretario all'Economia e deputato Enrico Zanetti.

Nella lettera inviata ai tesserati Zanetti ha scritto:

"Domenica scorsa abbiamo celebrato una giornata importante che segna il rilancio dell’identità e dell’azione politica che sono state alla base della nascita di Scelta Civica e del senso stesso del nostro essere una comunità politica di cittadini e non una sommatoria di individualità e ambizioni".
Ma quale sarebbe l'identità di Scelta Civica?

Sul loro sito fanno riferimento alla costruzione di un centrodestra non berlusconiano accogliendo anche chi, del centrosinistra, rifiuta il "sindacalconservatorismo" della Cgil e di parte del Pd. Sostanzialmente una posizione di centro liberale ma laico, a differenza di pochi anni fa dove era l'Udc di Casini ad avocare a sé lo spazio politico moderato.

Al momento Scelta Civica ha un ruolo nella maggioranza e nel governo, anche se il ruolo governativo è stato ridimensionato dopo l'uscita di alcuni parlamentari dal partito che sono entrati nel Pd di Renzi - tra cui la segretaria uscente e ministro dell'Istruzione Stefania Giannini - proprio pochi giorni prima del primo congresso, senza nemmeno provare a portare la loro voce ed uscire successivamente (malignamente si potrebbe pensare per non rischiare di mostrare la bassa rilevanza che avevano nel partito). Senza contare che i sondaggi li danno costantemente sotto l'uno per cento, quindi fuori dal parlamento nel caso di elezioni anticipate con l'Italicum, la legge elettorale che Renzi sta cercando di approvare nel Parlamento, seppur con fatica.


Immagine da termometropolitico.it

Questa situazione di confusione parlamentare ha portato il deputato Mariano Rabino ad avvicinare Mara Mucci (ascolta audio), una degli usciti dal Movimento 5 Stelle ora in Alternativa Libera, proponendo di unire i due gruppi in modo da poter usufruire di maggiori finanziamenti parlamentari e quindi anche qualche assunzione in più come supporto per lo svolgimento delle attività dei deputati.

Il successo di Scelta Civica fu per l'immagine che era stata cucita a Monti come salvatore della patria, successo che si spense nel momento in cui l'ex presidente del Consiglio divenne solo senatore a vita e secondario nella politica italiana. Monti che probabilmente, nella testa di Napolitano, doveva diventare il suo successore ma che le aspre lotte per il potere (e i tagli delle politiche di austerità) ne hanno incrinato l'immagine di uomo della salvezza nazionale. Il colpo di grazia a Scelta Civica è stato dato dalla vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd. Infatti sono proprio i fuoriusciti come la Giannini ad affermare che ora che c'è Renzi il Pd sta assumendo molte delle riforme di Scelta Civica, viene quindi meno il motivo di esistere come forza autonoma.

Il Pd quindi viene riconosciuto come un centro progressista. Scelta Civica ha forse peccato nel pensarsi come lista civica nazionale, visto che in realtà le idee politiche di riferimento sono ben chiare. La mancanza di un leader in grado di guidare la forza politica, l'incapacità di aggregare altre formazioni politiche in uno schieramento di centro liberale ma laico e riformatore, sono parte dei motivi per cui ora Scelta Civica, se proprio non si può dire sciolta, sicuramente naviga in cattive acque dopo aver scalato per breve tempo le alte vette del consenso con Mario Monti.

P.s.: Pietro Ichino spiega sul suo sito perché lascia Scelta Civica e ritorna nel Pd di Renzi.

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