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Quirinarie 2015 5 stelle: come M5s cambia nel giro di due anni



Il voto per il presidente della Repubblica, con le Quirinarie 2015, viene espresso direttamente dai cittadini, dicono dal Movimento 5 Stelle. I cittadini, tramite la democrazia diretta, avrebbero scelto il nome di Ferdinando Imposimato. Ma lo hanno fatto con lo stesso sistema utilizzato per le precedenti elezioni presidenziali che portarono alla anomala riconferma di Napolitano?

Nel 2013 le Quirinarie a 5 stelle ebbero più passaggi, permisero di proporre numerosi nomi. Da qui una scrematura a una lista di nove nomi e infine la scelta. Beppe Grillo, che sponsorizzò fin da subito il nome di Dario Fo, vide altri nomi sovrastarlo: Milena Gabanelli, Gino Strada (entrambi rifiutarono la candidatura), Stefano Rodotà (che invece accettò), Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato, Emma Bonino, Romano Prodi, Giancarlo Caselli e ultimo Dario Fo. In quella situazione Beppe Grillo lasciò intendere al Pd guidato da Bersani che se avessero accettato Rodotà "si sarebbero aperte delle praterie" per il governo - lasciando intendere un qualche appoggio del Movimento - che non ci fu mai mentre ci furono le dimissioni di Bersani, il governo Letta delle larghe intese e l'ascesa di Renzi.


Questa volta, invece, la lista di nomi (sempre nove: Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Nino Di Matteo, Pierluigi Bersani, Gustavo Zagrebelsky, Raffaele Cantone, Elio Lannutti, Salvatore Settis, Paolo Maddalena) è stata scelta direttamente dai parlamentari, una volta si sarebbe detto cittadini momentaneamente eletti in Parlamento, del Movimento 5 Stelle. La differenza è sostanziale: è avvenuta un'intermediazione alla democrazia diretta sul web. Delle persone con una competenza e una capacità di comprendere alcune dinamiche hanno preferito fare la scrematura riducendo i passaggi della votazione.

Stavolta ha vinto Imposimato, molto vicino ai Movimento cinque stelle e molto apprezzato anche da Grillo. Secondo è arrivato Prodi però, presente anche alla precedente votazione. Non solo...al quarto posto è arrivato Pierluigi Bersani, un po' stupito e onorato sia di essere entrato in lista che di essere stato votato, visto che Grillo lo chiama spesso "Gargamella", il  personaggio antagonista dei puffi.
Il nome di Bersani viene proposto, un po' a sorpresa, da Alessandro Di Battista, uno dei volti più noti e facente parte del cosiddetto Direttorio M5s.

A pensar male si fa peccato ma guardando la lista dei risultati delle Quirinarie 2015 si vede come sommando i voti di Prodi e Bersani ci si avvicina molto a quelli ottenuti dall'amato (con la a minuscola ovviamente..) Imposimato. Se non fosse stato inserito Bersani significa che Prodi avrebbe potuto battersela e rischiare di essere il nome dei 5 stelle. Il che avrebbe significato mettere in difficoltà il Pd seriamente, perché o avrebbe dovuto accettare il nome di una persona maltrattata alle precedenti votazioni o rifiutarlo e fare una figura barbina. Invece tutto ciò non è avvenuto, sarebbe curioso capire le dinamiche che hanno portato alla messa in lista di Bersani.

Come vedete gli iscritti al portale del Movimento guidato da Grillo e Casaleggio possono votare ma il sistema di votazione in realtà è profondamente cambiato mostrando anche i cambiamenti politici, in parte responsabile anche dei continui abbandoni/espulsioni nel movimento 5 stelle.
Se prima uno valeva uno ora alcuni valgono di più, a torto o a ragione, e tutti gli altri devono accettarlo perché, per chi crede nel Movimento 5 stelle, è giusto così e tutto ciò serve per distruggere la casta.

P.s.: la scelta, anche nobile, di Imposimato ha portato il Movimento a un ruolo secondario. Qualcuno dice che il nome di Mattarella è uscito anche grazie agli atteggiamenti dei 5 stelle, i media riportano spesso che la decisione sia di Renzi. Ci sarebbe da approfondire in realtà il ruolo di Napolitano e il rischio scissione della minoranza Pd che avrebbe potuto sfruttare la scia della vittoria della sinistra di Tsipras in Grecia per mettere seriamente in difficoltà Renzi, ma questo è un altro discorso.

Scritto da Emanuele Rigitano

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"Perché non M5S?"

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