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"Perché non M5S?"

«Ma perché non accettate di votare Prodi anche voi?»
«Ma perché non Rodotà?!»
Questo è stato lo scambio di battute più famoso tra i telegiornalisti di network “h24” e i primi cittadini-portavoce alla Camera e al Senato Vito Crimi e Robera Lombardi.
Scambio di battute nei giorni precedenti la prima elezione di un Presidente della Repubblica in cui a votare erano anche i primi deputati cinque stelle.
Si vota, si vota quello che è stato deciso dalla rete, dalle quirinarie: si vota Rodotà.




Prodi era stato bocciato, seccamente: «Il M5S, che stamattina per bocca di Beppe Grillo aveva chiarito che non avrebbe mai votato Prodi, cerca invece di spingere il Pd dalla parte opposta. Chiedendo di convergere sul nome di Rodotà. "Se il Pd voterà Stefano Rodotà al Colle, si apriranno praterie per il governo dei cittadini e non più dei partiti. E sarebbe un governo di garanzia", è stato il messaggio lanciato dai capigruppo Crimi e Lombardi».
Quanto tempo sia passato, politicamente, da quella data è sotto gli occhi di tutti, sebbene forse non pienamente percepibile: la fase politica da analizzare è cambiata almeno cinque volte e il tempo del Palazzo sempre meno collima con quello dell'esterno.

Ma se Prodi era stato bocciato due anni fa, in questi giorni la situazione si era riproposta diversamente, rivoltata, in ogni caso, per i pentastellati.
Sul blog di Beppe Grillo compare la rosa di nomi da sottoporre all'attenzione dei votanti le quirinarie: Zagrebelsky, Di Matteo, Imposimato, Maddalena, Settis, Cantone, Lannutti e, infine, Bersani e Prodi.
«Che il M5S intenda contribuire all’elezione di un Presidente della Repubblica espressione della maggioranza degli italiani, è fuor di dubbio. Il 22 gennaio scorso abbiamo chiesto a Renzi una rosa di nomi da poter sottoporre ai nostri iscritti. Non si è degnato di rispondere. Neppure ha risposto ad una Piazza del Popolo gremita che chiedeva il rispetto dello spirito dei nostri padri costituenti. A quel punto, non ritenendo più Renzi un interlocutore affidabile, ci siamo rivolti ai parlamentari del Pd, molti dei quali alla prima legislatura. Silenzio assoluto. Pensando che il loro timore di esporsi fosse insuperabile, abbiamo chiesto, tramite mail, la libera espressione della loro volontà. Fare i nomi è un esercizio di democrazia! Dai 400 parlamentari del PD, ci sono arrivate cinque risposte più un “invito a zappare la vigna”. L’unico nome che hanno indicato è stato quello di Romano Prodi».

Leggi anche:

Quirinarie 2015 5 stelle:
come M5s cambia nel giro di due anni

 
E ancora, dalla stessa nota congiunta del M5S di Camera e Senato, si leggeva «dall’assemblea del gruppo parlamentare uscirà una rosa di nomi che, con l’aggiunta di Romano Prodi, verrà messa in votazione sul blog. Questo perché riteniamo di dover onorare l’impegno preso con i parlamentari del PD attraverso l’email inviatagli».
Da problema a soluzione, da apriscatole in Parlamento al paragone di Giannuli: «Tutto questo significa che il M5s si sta sporcando le mani e sta diventando come gli altri? Assolutamente no: solo che ha scoperto che non c’è solo la lotta greco romana, c’è anche il judo e, per fare la guerra, non c’è solo lo scontro frontale ma anche la guerriglia, con rapide ed improvvise incursioni.

Come si vede, non era un favore al Pd, ma un’azione di guerriglia. D’ora in poi sarà bene adattarsi all’idea di un M5s meno prevedibile del passato».
Meno prevedibile o meno, il M5S sta, nei fatti, mutando pelle.

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