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Vigili a Capodanno: ecco come stanno le cose e i retroscena


Stampa e tv che riportano numeri contestati dai sindacati e dai vigili. Braccio di ferro tra Sindaco di Roma Ignazio Marino, Comandante della Polizia Locale Raffaele Clemente da una parte e lavoratori con i sindacati dall'altra. Riforme calate dall'alto che sanno di beffa e tante problematiche irrisolte. Un lungo dossier per il primo approfondimento di Nuova Repubblica


I vigili con le mani alzate: "noi le abbiamo pulite!"

Se siete convinti che l'83 per cento dei vigili non si sia presentato a lavoro nella notte di Capodanno dandosi per malato (così come per giorni raccontato dai media mainstream), nella convinzione che sono fannulloni oppure perché sono solo attaccati ai loro privilegi, beh, allora il post da leggere per voi può anche concludersi qui.
Su 1000 poliziotti di Roma Capitale in questo momento sono solo 44 coloro sotto osservazione per potenziali abusi, tutti da dimostrare. La questione è molto più complessa e se avete pazienza e voglia di mettere in discussione quanto avete finora appreso sulla vicenda ci farà piacere descrivervi i fatti (alcuni esclusivi) che Nuova Repubblica ha ricostruito apposta per voi.

IN QUESTI GIORNI
Il 9 gennaio c'è stata un'assemblea unitaria di tutti i sindacati molto partecipata, in cui si è deciso di partecipare agli scioperi di categoria (assieme alle altre dei dipendenti comunali) fino ad arrivare allo sciopero generale dei dipendenti del Comune di Roma. Per scongiurare questi scioperi - inusuali per il Corpo - si chiede l'azzeramento dei vertici, la riapertura del tavolo per ascoltare i sindacati e le esigenze dei lavoratori nonché la presa in considerazione della controproposta di contratto decentrato. Si denuncia anche l'accanimento contro la Polizia di Roma Capitale e i numeri contestati (e secondo la nostra ricostruzione degli errori ci sono) di chi potrebbe essersi assunto la responsabilità di un illecito disciplinare.

LA STORIA

Da mesi serpeggia malumore tra il Corpo della Polizia di Roma Capitale. La nomina a Comandante di Raffaele Clemente, un esterno proveniente dalla Questura (Curriculum), aveva fatto sperare tanti cittadini per un cambiamento netto rispetto all'andazzo degli ultimi anni. Dopo alcune iniziative come l'apertura di un account su Twitter per permettere delle segnalazioni ai cittadini e l'introduzione dello Street Control (sistema che facilita le contravvenzioni delle soste in seconda fila), la situazione si è spostata sulla riforma della Polizia di Roma Capitale. Clemente, nominato dal sindaco Ignazio Marino (che ancora detiene la delega sulle decisioni in merito alla Polizia Locale, mentre la delega al personale risulta affidata al vicesindaco Luigi Nieri) ha portato avanti un piano di riforma che ha creato un forte scoramento tra i vigili, innanzitutto per l'assenza di confronto tra le parti.

NO DIALOGO
"Ogni volta che veniva convocato il tavolo il Sindaco si dichiarava entusiasta ma successivamente con il Vicesindaco e Clemente si ergeva un muro", sostiene Mimmo Dieni, sindacalista Rsu Cgil di Roma Capitale, raggiunto telefonicamente da Nuova Repubblica. Mancanza di dialogo che ci viene confermata anche da Mirko Anconitani, Rsu Uil del Comune di Roma: "Con questo contratto decentrato si rischia una ricaduta sui servizi alla città. Comprendiamo la necessità di cambiare ma ragioniamo, ascoltino, per risolvere le esigenze di Roma e di 24mila lavoratori".
Perché in questa faccenda dello scontro Comune-vigili c'è in realtà il futuro di tutti i dipendenti comunali.

I NUMERI
Riavvolgiamo però il nastro. Ci siamo risvegliati, un po' assonnati e appesantiti, dal cenone di San Silvestro con la notizia che su 1000 vigili 830 non avevano lavorato la notte di Capodanno.
La Polizia di Roma Capitale ha un organico di poco inferiore alle seimila unità (rispetto alle 9mila ritenute necessarie), quindi si prevedeva a disposizione una persona su sei. Di questi mille che sarebbero dovuti entrare in servizio in tutta la giornata ben 700 erano previsti secondo il piano di Capodanno, a cui dare l'assenso entro il 23 dicembre tramite gli straordinari volontari. La parte restante era di squadra, quindi presente come obbligo. Quattromila erano in ferie o in riposo, programmati con due mesi di anticipo. Quindi il Comando, trovandosi dal 23 senza coloro che avevano diritto alle ferie, si ritrova improvvisamente sguarnito di personale per la scelta, guidata dalla protesta, di non aderire agli straordinari. Che finora, evidentemente, erano percepiti come dovuti dall'Amministrazione e che invece, ribadiscono i sindacalisti, sono volontari ed è quindi un diritto rifiutarli. È qui che sulle centinaia che ci si aspettava si arriva a poche decine di adesioni, anziché gli annunciati malati di massa. Il 30 succede che l'organizzazione si mobilita e sposta i turni a favore della notte di Capodanno. Di fronte al fallimento del tentativo si arriva al 31 con il ricorso alla reperibilità, un meccanismo di urgenza attivabile solo in caso di calamità naturali come ad esempio "neve, terremoti", ci informa Mimmo Dieni che aggiunge "hanno usato una lista vecchia a cui hanno mandato anche degli sms, contattando pensionati, trasferiti e persino morti". "La reperibilità non si fa con degli sms" contesta Mirko Anconitani, "se si mandano sms il pomeriggio del 31 può capitare che qualcuno non li legga perché si trova in qualche luogo dove non prende il segnale. Senza contare degli sms arrivati il giorno successivo, anche a colleghi in pensione, per intasamento del server".


I RETROSCENA
"Dei 700 vigili dell'adesione agli straordinari al progetto Capodanno l'anno scorso ha aderito circa la metà. I turni dalle 19 alle 7 di mattina vengono pagati 220 euro, molti facevano a botte per farli!" ci informa ironicamente Mimmo Dieni. Che poi spiega: "Siamo 5900, contati per il servizio ordinario, per qualsiasi altra cosa diventa straordinario. Ad esempio eventi come il concerto dei Rolling Stones o le partite di calcio come Roma-Juventus. I progetti specifici di straordinario sono da contrattare con i sindacati. Comunque la legislazione da che ti veniva incontro troppo, permettendo a qualcuno di fare il furbo, ora è diventata eccessiva nel senso opposto".

Il contratto decentrato è contestato per più ragioni, non solo di tipo egoistico, da parte dei poliziotti locali rappresentati dai sindacati. "Il Corpo è già sotto organico e con una età media di 51 anni ma così di notte ci sarà una presenza ridotta del 33 per cento" continua Anconitani, che ha tenuto a sottolineare alcuni punti critici sullo stato della Polizia di Roma Capitale. "All'Unità Operativa Primo Trevi (quella del Centro, ndr) eravamo minimo 24 massimo 30 colleghi, ora nella migliore delle ipotesi si passa a 20". Stupiti da quanto appena detto abbiamo chiesto delle stime per le periferie: "I gruppi periferici avranno tre, quattro persone. Il Gruppo Speciale Sicurezza Urbana che fa operazioni antialcol, antiprostituzione e contro i parcheggiatori abusivi passa da dieci persone a tre".

E I DIRIGENTI?
"Sono i dirigenti dei gruppi che firmano le domande di ferie e il 23 dicembre il Comando sapeva del blocco degli straordinari. Invece il 29 il comandante è andato dal Garante per forzare la mano. Così è arrivata la circolare che in alcuni casi è stata recepita in ritardo quando le regole prevedono di farlo 48 ore prima", fa presente Dieni della Rsu Cgil.
Chiedendo come mai non ci sia stata stata una pronta comunicazione dal Corpo per correggere il tiro sull'informazione, data in quei giorni dai media, Dieni ci informa anche sull'ufficio stampa: "Le funzioni del rapporto con la stampa sono state tutte avocate a sé da Clemente".
A questo punto si può parlare di una "spaccatura vertici-base"? È Anconitani della Rsu Uil a rispondere: "La spaccatura è solo con il Comando generale del Corpo: è molto distante, non ci rappresenta né ci tutela, è al limite del narcisismo". Ma almeno avete voce in capitolo sulle nomine dei dirigenti delle unità operative e dei vice comandanti? "Non abbiamo voce su nomine, decidono Comando e Sindaco".

Il vice comandante che si è occupato anche dell'indagine interna sui presunti vigili assenteisti si chiama Raffaella Modafferi. Nominata sotto l'era Clemente, ci si aspettava un cambio di linea anche per dare il buon esempio. Invece è salita alle cronache per avere portato il cane sguinzagliato in ufficio (fonte Corriere della Sera) quando era Comandante del VII Gruppo a viale Palmiro Togliatti. Luogo dove, riporta Repubblica, avrebbe parcheggiato in più di un'occasione sulla fermata dell'autobus. Dopo l'articolo sono arrivate le scuse del Comandante Clemente e l'ammissione di colpa con tanto di "automulta". Questo nonostante il Corriere Romano abbia dato notizia del rafforzamento dei controlli sulle soste selvagge proprio tramite circolare voluta dall'attuale vice comandante.

QUESTIONE CORRUZIONE
L'opinione pubblica ormai percepisce i vigili in strada come corrotti ma "secondo alcune statistiche pubblicate tempo fa la Polizia locale è solo quinta, dopo altre forze di polizia", ci informa Mimmo Dieni. Tutto questo mentre è l'ex comandante Angelo Giuliani a rischiare il processo per corruzione. La rotazione territoriale, che dovrebbe servire a ridurre queste situazioni, viene ritenuta dai caschi bianchi, così come formulata, come fonte più di disagi che di vantaggi, chiedendo che sia una rotazione territoriale di prossimità, per non creare troppi disagi ai lavoratori ma soprattutto che la rotazione avvenga per incarichi e competenze. In questo modo gli adepti alla corruzione dovranno impiegare del tempo per conoscere con precisione le norme (da aggirare o sfruttare per scopi illeciti) del settore in cui sono impiegati. Certo, l'altro lato della medaglia è che anche i lavoratori onesti che si erano specializzati in un campo debbano ricominciare tutto daccapo.


CONTRATTO DECENTRATO O CONTRATTO DIVERSO?
"Finora il lavoro notturno veniva pagato di più, ora solo 14 euro lorde. A queste condizioni coloro che si presentavano al turno di lavoro anche in condizioni di salute precarie, prendendo un'aspirina e stringendo i denti, ora potrebbero non farlo più, l'abnegazione così viene meno" fa presente Mirko Anconitani su alcuni punti contestati del nuovo contratto decentrato non firmato dai sindacati. "Rispetto ad altri lavoratori notturni noi come Polizia locale risultiamo come pubblico impiego. Facendo la notte non abbiamo il riposo: la mattina il turno 6:48 - 14:00, si rimonta la notte 23:48 - 07:00 e il successivo turno di mattina che comincia alle 6:48. Di solito è considerato lavoro usurante, per noi no".
Sostanzialmente la Polizia locale funziona come un corpo di forze dell'ordine ma è inquadrata normativamente come pubblico impiego, questo il nodo da tempo denunciato da lavoratori e sindacati, come sottolinea Anconitani. "C'è una vacatio normativa sulle polizie locali d'Italia. Se nella Polizia di Stato qualcuno si fa male è assicurato e pagato, successivamente indennizzato una tantum. Noi invece perdiamo la produttività, non abbiamo la malattia come previsto dalla legge Brunetta e non c'è alcuna indennità".

Senza contare quanto ci racconta il responsabile Rsu Uil circa l'assenza di tutela in caso di ferimenti: "se devo fare un intervento a un campo rom (come accaduto a due vigili rimasti feriti con fratture, ndr), senza tutto questo e senza strumenti di sicurezza come giubbotti anti taglio è difficile lavorare. Se abbiamo lesioni da rendere successivamente impossibile il nostro  lavoro rischiamo il licenziamento come per i dipendenti pubblici. Eppure c'è differenza tra incidente privato e quello su lavoro".
I sindacati della Polizia Locale hanno proposto una loro versione di contratto decentrato, chiedendo che venga presa in considerazione dall'Amministrazione capitolina e che almeno si riaprano i tavoli di discussione.

RECUPERARE IL RAPPORTO CON I CITTADINI
Quando abbiamo fatto presente a Dieni il distacco che hanno le persone verso di loro, anche a causa della percezione che hanno rispetto ai risultati raggiunti,  chiedendo cosa si potrebbe fare per riallacciare questo rapporto incrinato ci ha risposto: "Senza partecipazione democratica dei cittadini non si risolve nulla. Io cerco di fare qualcosa con i comitati cittadini che fanno gli esposti, spiegando le questioni tecniche, qualche risultato si può avere. Io contatto anche telefonicamente il cittadino che fa una segnalazione anche se servirebbe un ufficio ad hoc. Sarebbero necessarie delle conferenze di programma, municipio per municipio, con il presidente del municipio, i cittadini che segnalano problematiche e gli organi come la polizia che spiegano che fare. Ci sono tante soluzioni a costo zero che ci permettono di lavorare meglio. Bisogna entrare nell'ottica di dare un servizio invece sembra ci si limiti a tagliare per rientrare dei buchi delle varie società comunali".

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