Passa ai contenuti principali

L'unico appiglio

(Patto del Nazareno e dopo Napolitano)



Da molte parti si commenta come l'attuale momento politico non sia annoverabile come il più solido, nonostante si ammetta che, in ogni caso, l'assopigliatutto Renzi ha creato scompiglio nell'elettorato.
Non specificando quale, si potrebbe pensare - usando la locuzione preferita dai cronisti riguardo questo tema - all'elettorato storico del Pd che, se ancora dovesse esistere, è stato conquistato da Renzi. Anche se questo discorso vale per ogni segretario dem eletto, per la verità.


Insomma, la stabilità, sebbene si dica a destra e a manca che il Pd di Renzi è un partito solido (sic!)*, non è uno di quei fattori proprio di questo momento e forse sarà manifesto nei prossimi giorni quando si inizieranno le votazioni del dopo-Napolitano.
Certo, è una previsione e, a volte, la metafisica di tale discorso ha valore zero ma è ancora molto fresco il ricordo dei cosiddetti franchi tiratori che affossarono la maggioranza in favore del nome di Prodi.
Nome dal quale l'ex segretario Pierluigi Bersani vorrebbe ripartire: "Si ricomincia da dove ci si è fermati", ha affermato.

La cosa che più stupisce è che, in tutto questo marasma, la cosa più solida su cui appoggiarsi è il cosiddetto Patto del Nazareno ed è leggermente paradossale dal momento che: non si conoscono i termini di tale accordo, scricchiola ad ogni comunicato di Renzisi rafforza ad ogni dichiarazione di Berlusconi (o viceversa, a seconda del tema trattato dalle parole dell'uno o dell'altro), è stato siglato da una forza di maggioranza e da una di opposizione mettendo in completo secondo piano l'altra organizzazione, il Nuovo Centrodestra.

Forse non lo è, ma se è davvero l'unico appiglio della fase politica attuale, "c'è poco da ridere", avrebbe cantato Paolo Pietrangeli.

* sic, "così" dal latino. significa riportare una parola come detta o scritta da qualcuno

Post popolari in questo blog

I "riders" si incontrano domenica a Bologna

Riders, in questo caso, non sta per centauri o motociclisti ma per coloro i quali effettuano consegne in bicicletta per piattaforme come JustEat, Glovo, Foodora, Deliveroo e chi più ne ha più ne metta. Ciclo-fattorini, chiamiamoli così, i lavoratori collegati tramite app a una delle piattaforme sopracitate che consegnano in bicicletta il cibo di ristoranti convenzionati direttamente a casa di chi ne fa richiesta. Il fenomeno è in vertiginosa espansione e, come spesso accade, di fronte ad un'ascesa così repentina si nascondono ombre lunghe.
Nella nota diffusa via Facebook dalla pagina Riders Union Bologna si legge:  «Sono ormai due anni che in tutta Europa i riders dei servizi di food delivery via app hanno alzato la testa e reclamato diritti e retribuzioni migliori. In tante città sono nati spontaneamente gruppi o collettividi lavoratori e lavoratrici che hanno smascherato la retorica delle piattaforme secondo la quale la cosiddetta gig economy sarebbe fatta di lavoretti volutame…

Partito Repubblicano al 47o congresso: la smorfia napoletana non aiuta!

Con il glorioso ma piccolo - ormai piccolissimo - Partito Repubblicano Italiano (vedi Wikipedia) il nostro infoblog Nuova Repubblica ha più che altro un termine in comune. Ci piace però ricordare un po' di storia, lontana e recente, ragionando di sfumature politiche ormai andate in disuso nei media tradizionali (che ormai si limitano al nome Matteo e poco più). Il partito repubblicano (che non ha a che fare con quello Usa se non nel nome) va al suo congresso numero 47. Ci auguriamo che non siano superstiziosi perché nella smorfia napoletana il 47 non è un numero appagante (vedi immagine)!

Centocinquantasei delegati sebbene in sala - in tutti e tre i giorni di celebrazione del congresso - non si arrivi a quelle cifre. Tre giorni di dibattito, mozioni, appelli e nonostante il partito (sito del Pri)  non sia in buona salute, voglia di ripartire.

Salvini gioca 'al furbo' mentre sdogana Casapound

La manifestazione romana di Matteo Salvini, il presunto leader di un fronte nazionalista italiano in stile Marine Le Pen, si è conclusa senza scontri. Anche la contromanifestazione anti Salvini è andata liscia, nonostante il corteo partisse da piazza Vittorio (nel quartiere multietnico Esquilino) a pochi metri dalla sede di Casapound, presente a piazza del Popolo con Salvini. I motivi per cui per giorni i media ne hanno parlato si sono - fortunatamente - sgonfiati. La destra nazionalista si è raccolta in una piazza riempita solo in parte, però quanto basta per non parlare di un fallimento. Presenti, oltre ai fascisti di Casapound, anche i Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni (non a caso ormai per identificare un partito dobbiamo nominare anche il leader).


La Lega Nord (- Padania) è un po' che flirta con Casapound, dalle elezioni europee 2014 dove è incominciato il nuovo corso salviniano, quello della capriola all'indietro per far dimenticare gli slogan antimeridionali e co…