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Faroer: la rivincita dell'ininfluenza


Calcio - Vittoria storica delle Isole Faroer in trasferta contro la Grecia, lontano dal calcio mainstream e dallo showbusiness dei soldi


Immagine da www.olimpiazzurra.com

Quando i riflettori si allontano da un certo punto del calcio italiano, forse è un bene ma dall'altra parte i media sportivi mainstream si perdono la bellezza della serie D, dell'Eccellenza e delle categorie che compongono il tutto il dilettantismo calcistico (Promozione, Prima/seconda/terza categoria).

Sarà una frase fatta ma se, per puro caso, un frequentatore abituale di stadi anziché andare a vedere la propria squadra del cuore militante in serie A, la quale molte volte non è la sua città di nascita ma tutt'altro, andasse a vedere queste serie minori scoprirebbe un mondo che ha conosciuto solo per sentito dire.

In realtà la scusa per abbandonare la serie A e vedere altre categorie ce l'hanno avuta molte 'nobili decadute' del professionismo: Perugia, Treviso, Padova, Venezia, Messina, Siena, Fidelis Andria, Mestre e l'elenco potrebbe continuare fino ad essere talmente lungo da non poter essere contenuto neanche in questo primo post di sport su NuovaRepubblica.

Nel 2014, dovrebbe essere verso la fine dell'anno, si è disputata la partita di qualificazione agli europei del 2016 Grecia - Isole Faroer.
Le Faroer, ormai, sono diventate un po' la mascotte di chi segue attivamente le alte sfere del calcio e del professionismo, la maggior parte di coloro che segue i vertici dei campionati italiani ed esteri guarda con simpatia il calcio faroese, specialmente quando si disputano i gironi di qualificazione e le isole tra Scozia e Islanda vengono pescate a giocare contro l'Italia.

Italia che, a onor del vero, non ha mai fatto una gran figura con le Faroer perché è colta dallo stesso sentimento che prendevo in considerazione sopra: li si crede irrilevanti, e (forse) lo sono in quello che è considerabile il calcio-showbiz.

Ma in Grecia - Isole Faroer qualcosa è andato storto: le isole si sono affermate per una rete a zero sulla nazionale guidata da un italiano (peraltro) che non è propriamente l'ultimo arrivato, ovvero, Claudio Ranieri.
Le Faroer segnano al 16' del secondo tempo con Edmundsson e forse non è un gol spettacolare né uno di quelli che verrà riprodotto su fotografie, poster in ricordo di quanto fatto, ma sicuramente è stato un traguardo non da poco per i faroesi.



Ranieri, colto nel post partita dai media Greci, si assume tutta la responsabilità della sconfitta: viene esonerato, in ogni caso, ma la questione non è la cacciata né eventuali colpe.
La questione principale è che le Faroer, bersagliate per la loro irrilevanza, finalmente hanno vinto e lo hanno fatto senza imponenti mezzi alle proprie spalle, fuori dalle mura amiche (come scriverebbero i giornalisti sportivi) e anche nel corso della ripresa in cui, specie se non si è professionisti ma si sta disputando una competizione continentale, le gambe e il fisico iniziano a cedere.

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