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Come ci può cambiare (stupidamente) la vita l'attacco a Charlie Hebdo

macchina artificieri polizia
L'auto degli artificieri che si appresta a entrare all'Istituto Rossellini

L'attacco a Charlie Hebdo ci ha cambiato la vita? Sì, no, forse. Sì. Nel senso che il terrorismo vero e mediatico fa brutti scherzi. Ovvero i brutti scherzi li fa qualcuno usando come scherzo un allarme bomba. Infatti non ne avete sentito parlare, questo significa innanzitutto che nessuna bomba è scoppiata all'Istituto di Cinematografia Roberto Rossellini e che nessuna bomba fosse presente nel plesso. Presenti invece erano tanti ragazzi pronti ad entrare ma impediti dall'allarme dato direttamente in questura per un presunto ordigno pronto ad esplodere verso le ore 12. Tanto che prima delle 10 si è presentato un mezzo dell'Unità Artificieri ma senza troppa fretta. E le persone, rimaste fuori dal cancello per via precauzionale, non sono state però allontanate a una distanza di sicurezza.

Ci sarebbe da porsi innanzitutto la domanda se i luoghi pubblici sono pronti ad agire in caso di allarmi di questo tipo e di emergenze (quali semplicemente un test evacuazione antincendio). Poi da porsi la domanda come mai si è passati dal distribuire un sacco di bigattini nelle scuole per "fare sega" o per non fare un compito in classe mentre oggi si arriva a macabri scherzi di questo tipo (già a novembre un allarme andato a vuoto). Macabri perché a lupo al lupo può capitare che prima o poi una bomba possa davvero esserci, a quel punto nessuno sarà abbastanza lucido e potrebbe essere la fine.

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Gli effetti dell'attacco a Charlie Hebdo


Ci ha cambiato le vite? Sì ma soprattutto ce la stiamo cambiando noi. Coi nostri atteggiamenti, comportamenti, della vita di tutti i giorni. E nella vita di tutti i giorni che bisogna mostrare a chi ne ha paura che la libertà (di dire, fare, disegnare) è innanzitutto un atto di responsabilità. Applichiamola e avremo la libertà. Non applichiamola e avremo una reazione, di qualsiasi tipo ma difficilmente positiva.

- Foto esclusive di NuovaRepubblica -

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