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AAA Presidente della Repubblica cercasi

Il rischio è un'altra brutta sceneggiata per l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Una cosa che non dovrebbe accadere perché lo scollamento tra politica e elettori è ormai a livelli imbarazzanti.

Siamo arrivati alla constatazione che la situazione è complessa e c'è il rischio che, con la mani(n)a da House of Cards, Renzi si stia sopravvalutando. Innanzitutto: scegliere un nome frutto del patto del Nazareno e tentare di andare al voto in primavera dando la responsabilità agli altri della fine della legislatura.

Renzi vorrebbe mettere un suo "uomo" e pensa di avere la forza per farlo. Un nome moderato accettabile anche a sinistra, tipo Paolo Gentiloni, o uno istituzionale come Pietro Grasso, chissà.

Secondo questo schema il nuovo presidente della Repubblica dovrà tutelare:

- le larghe intese per continuare le manovre di restringimento del campo democratico;
- la transizione da Senato della Repubblica elettivo a senato dei nominati regionali, in modo da compiersi nel modo più rapido possibile;
- passare pienamente al presidenzialismo 'de facto'.

Viene a questo punto da chiedersi se non fosse meglio l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Certo, il parlamentarismo ha un lato collegiale - che in Italia ha smesso di funzionare da tempo - che è un peccato veder sfumare così. Però è sempre meglio di un finto premierato dove si fa finta di far votare direttamente il presidente del Consiglio. Per lo meno, con il (semi)presidenzialismo, non assisteremmo più a scene pietose come quelle accadute per la rielezione di Napolitano, con il rischio che si ripetano dal 29 gennaio.

In conclusione un dubbio amletico, sullo sfondo, quasi psichedelico: e se l'outsider Giancarlo Magalli non fosse poi un'idea tanto strampalata?

Ci siamo quasi convinti, #Magalliforpresident.

Emanuele
Fabio
Marco
Giada


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